Erosione costiera, da più parti arriva la richiesta di un confronto con Regione e Ministero

La minaccia per tutti i comuni della fascia adriatica coinvolge in modo evidente Marina di Montemarciano e la spiaggia di velluto: l'appello alla politica arriva da cittadini e associazioni di categoria

La mareggiata ha interessato la spiaggia a Marzocca di Senigallia: l'arenile è scomparso per l'erosione costiera
La mareggiata ha interessato la spiaggia a Marzocca di Senigallia: l'arenile è scomparso per l'erosione costiera

SENIGALLIA – Il peggio per la spiaggia di velluto potrebbe ancora venire. La prima idea che ci si fa dopo la mareggiata del 13 novembre e in attesa che passi la nuova perturbazione, è proprio che il processo di erosione costiera in atto non si fermerà oggi, nemmeno prendendo provvedimenti urgenti. Per questo è ora di sedersi attorno a un tavolo per studiare le soluzioni migliori per mitigare il fenomeno che pone a serio rischio non solo la spiaggia di velluto ma tutta la costa marchigiana.

A chiedere un tavolo di confronto con la Regione e, in un secondo momento, con il Ministero per la questione scogliere, sono le associazioni di categoria. Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti, Cna e i vari sindacati dei balneari sono, con posizioni simili, pronte a lavorare su questo tema perché le istanze degli operatori, dei ristoratori, commercianti e dei residenti del lungomare siano portate all’attenzione delle autorità.

Istanze non nuove per dirla tutta, dato che il fenomeno dell’erosione costiera è in atto da anni e che ogni mossa produrrà, sia nel breve che nel lungo periodo, benefici e svantaggi di cui tenere conto. Come il tema delle scogliere: se è vero che non risolvono definitivamente il problema, possono comunque rappresentare sul breve periodo una mitigazione del rischio palesatosi nella nottata del 13 novembre. Tra i contro, c’è il fatto che una scogliera posizionata a sud, per un costo stimato di circa 2,5 milioni a chilometro, sposta di fatto il problema poco più a nord, dato che la corrente dell’Adriatico spinge verso nord. Quindi tra i rischi maggiori ci sono quelli di un costoso intervento che la Regione non potrebbe permettersi per poi ritrovarsi tra pochissimi anni con il problema spostato davanti la città limitrofa.

Da Pesaro a San Benedetto del Tronto, ma come anche nelle altre regioni adriatiche, le spiagge sono a rischio a causa dell’erosione costiera. Per quanto riguarda Senigallia le situazioni più gravi sono al Ciarnin e Marzocca, mentre a Marina di Montemarciano la spiaggia è stata letteralmente mangiata dal mare, che ogni anno si riprende metri su metri, arrivando fino alle case, per tutta la lunghezza della spiaggia e parliamo quindi di centinaia di chilometri.

Per questo la situazione non può essere gestita dai singoli comuni, né da una regione soltanto. Ci deve essere un lavoro corale, come chiedono le associazioni di categoria, ma come lamentano da anni anche i cittadini: proprio loro sono poi i soggetti ultimi sui cui ricadono i costi, sia in termini di interventi d’urgenza, sia in termini di prevenzione. Purché qualcosa si faccia, ed è questo l’appello alla politica che viene mosso da più parti, altrimenti il distacco dagli elettori e il malcontento cresceranno ancora di più.