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Senigallia

Elezioni Senigallia: è braccio di ferro tra Bello e Paradisi sulla coalizione di centrodestra

In vista delle elezioni comunali del 2020 a Senigallia sembra delinearsi un gruppo senza Fdi, promosso dall'esponente di Unione Civica. Ma il partito di Meloni non ci sta: dura replica

SENIGALLIA – Il braccio di ferro tra Fratelli d’Italia e il resto della coalizione di centrodestra continua con un botta e risposta tra Roberto Paradisi, ex candidato a sindaco e ora consigliere comunale per Unione Civica, e Massimo Bello, consigliere comunale montenovese per FdI.

Dopo l’esclusione del partito di Giorgia Meloni dalla coalizione di centrodestra per le prossime elezioni comunali di maggio 2020 e dopo l’appello all’unità nel sostenere come candidato sindaco l’avvocato senigalliese Corrado Canafoglia lanciato dagli esponenti di FdI, è proprio Paradisi e replicare sulla stampa.

Canafoglia, legale rappresentante di molti comitati senigalliesi nonché avvocato impegnato in cause importanti come il crack di banca Marche e l’alluvione di Senigallia, non sarebbe il candidato ideale secondo Paradisi. Un nome già uscito con altre formazioni, tra cui Vivi Senigallia che sostiene l’attuale sindaco Mangialardi, e quindi non candidabile a rappresentare il centrodestra né un reale cambiamento politico.

Al suo posto, il gruppo composto attualmente da Lega, Forza Italia, Unione Civica e La Civica avrebbe individuato in Massimo Olivetti, ex sindaco di Ostra, e in Riccardo Pizzi, ex componente di Senigallia Bene Comune due nomi spendibili per la candidatura a sindaco alle prossime elezioni 2020. Nel frattempo però sarebbero in fase di studio altre possibili soluzioni.

L’unico scenario che la coalizione di centrodestra non prevede è proprio quello di unire le forze con Fratelli d’Italia. Il che ha fatto scattare la replica di Massimo Bello, potenziale candidato che ha sostenuto in conferenza stampa di aver fatto un passo indietro pur di mantenere l’unità del fronte da schierare contro il centrosinistra.

«Da Paradisi mi sarei aspettato un atto di umiltà e una reazione più composta. Il suo atteggiamento divisivo, arrogante e poco incline alla condivisione, invece, farebbe presupporre la solita volontà di perdere e di dividere il gruppo se non si dovesse fare come egli desidera. Del resto, accadde la stessa cosa nel 2015 quando Paradisi si candidò a sindaco, ottenendo un risultato politico davvero deludente. Un esperimento, quello del 2015, che tra l’altro, in questi ultimi cinque anni, non ha sortito alcun effetto politico incisivo e importante sia nel panorama politico locale che in Consiglio Comunale».

Il fatto di aver escluso Fratelli d’Italia dal percorso pre-elettorale avviato alcuni mesi fa sarebbe secondo Bello una volontà del tutto personale di Paradisi, che farebbe finta di ignorare che il centrodestra a livello nazionale e regionale è costituito da tre forze politiche (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia). «Non è lui che può parlare o decidere nel centrodestra, oppure decretare, chi stia dentro o fuori. Egli rappresenta se stesso e la sua Unione civica. Nulla di più».