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Senigallia

Senigallia va al ballottaggio senza matrimoni tra candidati

Chiusi i termini per presentare apparentamenti e alleanze, i due schieramenti di centrosinistra e centrodestra correrranno ufficialmente come al primo turno

A Senigallia le elezioni comunali 2020 si concluderanno con il ballottaggio tra Fabrizio Volpini e Massimo Olivetti
A Senigallia le elezioni comunali 2020 si concluderanno con il ballottaggio tra Fabrizio Volpini e Massimo Olivetti

SENIGALLIA – Scaduto il termine per poter stringere delle alleanze elettorali, non ci sarà ufficialmente alcun apparentamento a Senigallia, in vista del ballottaggio del 4 e 5 ottobre. Eppure i contatti, gli ammiccamenti c’erano tutti. A partire dal centrodestra che ha intavolato un discorso sia con Campanile che con Molinelli, ma anche nel centrosinistra dove sembrava profilarsi un possibile dialogo con Battisti e persino con Diamantini, nonostante le divergenze.

Alla fine dei conti, nulla di diverso dagli schieramenti di centrosinistra e centrodestra visti fin dall’inizio di queste elezioni comunali 2020: Fabrizio Volpini correrà da solo contro Olivetti, pur restando ferme alcune “simpatie” espresse in corsa dagli altri candidati, alcuni dei quali rischiano di rimanere anche fuori dal consiglio comunale.

Nel centrosinistra il dialogo con Battisti si è concluso senza alcun impegno: quest’ultimo aveva espresso di non voler lasciare la città alle destre ma aveva anche chiesto un cambio di passo a Volpini che in queste ultime giornate ha preferito incontrare gli elettori anziché i candidati. Per quanto riguarda Rosaria Diamantini, nemmeno tra la candidata di Senigallia Resistente e Volpini si è ufficialmente costituito alcun matrimonio, pur se questo ha chiaramente strizzato l’occhio parlando di valori comuni in cui entrambi si riconoscono.

Dall’altro lato, Massimo Olivetti ha invece incontrato ufficialmente sia Gennaro Campanile, candidato di Amo Senigallia, sia l’esponente di Senigallia Bene Comune Paolo Molinelli. Con entrambi si è parlato di alleanza ma con nessuno si è stretto un ulteriore patto.
L’ex assessore ha indicato libertà di scelta per i suoi elettori spiegando ogni volta che l’unico discorso possibile era da farsi intorno ai programmi elettorali da concretizzare: di certo era impossibile un apparentamento con Volpini proprio perché quella rottura con il Pd è divenuta nel frattempo insanabile. Quindi l’occhio è andato alla controparte, anche se ai propri sostenitori non è arrivata alcuna indicazione ufficiale sul voto.
Molinelli invece aveva già da tempo chiesto ad Acquaroli di “inglobare” alcuni temi nel proprio programma regionale. Un accordo siglato in aula consiliare che è stato poi rafforzato dalle varie dichiarazioni ufficiali rilasciate dallo stesso ex comandante della Polizia Stradale, di essere cioè alternativo al centrosinistra.

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Stando così le cose, Alessandro Merli di Potere al Popolo e Rosaria Diamantini di Senigallia Resistente rimarranno fuori dal prossimo consiglio comunale. Ma senza apparentamenti, anche Paolo Battisti di L’altra Senigallia con la sinistra rischia di non entrare. Così come Paolo Molinelli di Senigallia Bene Comune, nel caso Olivetti vinca: il meccanismo premierebbe infatti le liste di Lega, Fratelli d’Italia e La Civica, togliendo posti a Sbc. Di fatto, mentre il consigliere uscente Sartini (inizialmente candidato a sindaco) è già fuori dall’assise a meno che Molinelli non diventi in un secondo momento assessore o lasci il posto da consigliere, il candidato rischia di essere “buttato” fuori proprio da coloro a cui guarda per la vittoria elettorale del centrodestra.