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Senigallia

Elezioni, Elisabetta Foschi (Forza Italia): «Senigallia e Fano subiscono lo strapotere di Ancona e Pesaro»

La candidata di Forza Italia nel collegio uninominale Senigallia-Fano interviene su vari temi che toccano da vicino la realtà cittadina e regionale

Elisabetta Foschi
Elisabetta Foschi

SENIGALLIA – Sanità, turismo, lavoro, infrastrutture, tasse, sicurezza e immigrazione. Tanti i temi su cui è intervenuta la candidata di Forza Italia nel collegio uninominale Senigallia-Fano, Elisabetta Foschi, presidente del consiglio della sua città natale, Urbino.

«Siamo in una fase in cui le vallate del Misa, Cesano e Metauro sono strette e penalizzate dallo strapotere di Ancona e Pesaro. Strapotere che, per quanto riguarda la sanità, significa chiusura dell’ospedale di Fano che diverrà una clinica privata e depotenziamento di quello di Senigallia, a partire dalla perdita dell’Utic. A livello delle infrastrutture, invece, l’intera area nord delle Marche sta perdendo terreno rispetto ad altre realtà: basti pensare – ed è ciò che voglio ribadire se eletta in Parlamento – sono 40 anni che si parla della Fano-Grosseto e ancora non è completata, mentre la politica della Regione Marche si è concentrata sul sud con la quadrilatero che rischia di portare via turismo e commercio proprio a discapito delle località come Fano e Senigallia».

Ma non c’è solo mare in questo ampio territorio che dovrebbe essere sfruttato meglio a livello turistico: «assieme al capolista al plurinominale Marcello Fiori abbiamo già una proposta di legge – prosegue Elisabetta Foschi – per incentivare i piccoli comuni a intervenire sui propri centri storici in modo da valorizzarli e combatterne anche così lo spopolamento».

Interventi che potrebbero anche dare una mano all’economia e all’occupazione nelle piccole realtà, favorendo il riemergere di quelle imprese da tempo in difficoltà. Stesso concetto da applicare nell’artigianato e nel piccolo commercio: «i nostri centri storici stanno perdendo la connotazione di zone laboriose, non possiamo permetterlo».

Forza Italia a Senigallia
Forza Italia a Senigallia

Se l’occupazione non è certo da record, le tasse invece lo sono: «siamo il paese che paga più tasse, siamo quasi al 70%, il che significa che fino a settembre le imprese lavorano solo per pagare lo Stato mentre in Europa la tassazione scende fino al 19-20%» fanno eco Alan Canestrari e Marta Torbidoni, rispettivamente consigliere comunale e responsabile locale di Forza Italia. Abbassare le tasse al 23% come suggerisce la proposta di Forza Italia potrebbe configurarsi – fanno capire – anche come un incentivo per tornare a investire nel belpaese. La flat tax, oltre all’aliquota unica, prevede anche soglia di esenzione a 12mila euro e una progressione che permette di rendere comunque “giusta” la pressione fiscale.

Infine la questione della sicurezza, che per la forzista Elisabetta Foschi è strettamente legata all’immigrazione. Tema non da trattare con populismi, perché dietro gli slogan c’è l’esasperazione di molti italiani che rischia di esplodere in gesti estremi e chiaramente da condannare, come nel caso di Macerata. «Ma è chiaro che se io non mi sento più sicura nella mia città, se non esco dopo le 17 perché chissà cosa potrebbe succedere – spiega Foschi – praticamente è come se non fossi più libera. Qui lo Stato deve assolutamente intervenire, anche aumentando le risorse a disposizione delle forze dell’ordine».

Insomma, l’Italia e gli italiani sono di fronte a una serie di messaggi sbagliati da parte della politica nazionale e non solo. Messaggi che non fanno altro che esasperare molte situazioni portando questi territori stretti tra il mare e le vallate a perdere in termini di lavoro e competitività. «Colpa delle strategie fallimentari della sinistra» concludono.