Elezioni consiglio provinciale, M5S Senigallia non parteciperà al voto

Le consigliere Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli: «Non parteciperemo in alcun modo all'ennesima presa in giro dei cittadini»

Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli
Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli

SENIGALLIA – Le rappresentanti del Movimento 5 Stelle di Senigallia non parteciperanno alle elezioni per il Consiglio provinciale di Ancona di domenica prossima, 3 febbraio. Il motivo? Non sarebbero elezioni vere ma fittizie, così come le liste create ad arte dai tradizionali partiti politici per prendere in giro i cittadini.

L’annuncio arriva dalle consigliere senigalliesi Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli che hanno dichiarato: «coerentemente a quanto il M5S ha sempre sostenuto, non parteciperemo in alcun modo, né con la sottoscrizione di liste fittizie né alle successive​ votazioni, a queste elezioni, che consideriamo una ennesima presa in giro dei cittadini».

Con la trasformazione (L. 56/2014) delle Province in enti di secondo livello, senza rappresentatività diretta (non sono più i cittadini a votare i loro rappresentanti in Provincia, ma il voto viene “delegato” ai sindaci e ai consiglieri eletti nei comuni del territorio provinciale), secondo il M5S senigalliese si sarebbe ridotta ancora di più la sovranità popolare, con il rischio di far passare in sordina sia le elezioni del Presidente della Provincia di Ancona (che si son tenuto lo scorso 31 ottobre), sia quelle di domenica prossima, 3 febbraio, per il rinnovo del consiglio provinciale.

Alle Province continuano ad essere affidate – nonostante il “no” al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 – importanti deleghe tra cui l’edilizia scolastica, le strade, l’ambiente. Una «assoluta anomalia istituzionale» a cui il MoVimento 5 stelle ha detto no in passato e, rispetto ai partiti tradizionali, continua a dire no oggi alle elezioni per il consiglio provinciale «rifiutando accordi e compromessi, candidature in cambio di voti, portando avanti con coerenza il programma elettorale per il quale gli elettori lo hanno votato».