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Senigallia

Elezioni comunali 2020, dibattito intenso nel Partito Democratico sulle primarie

Tra chi voleva individuare un candidato unitario e chi voleva un percorso più democratico ha vinto quest'ultima linea: sarà la coalizione a determinare il nome da votare per il 2020

SENIGALLIA – Dibattito acceso all’interno del Partito Democratico sul percorso da intraprendere in vista delle prossime elezioni comunali 2020. Si tratta di un appuntamento molto importante perché segna l’inizio di un nuovo ciclo politico dopo dieci anni di giunte Angeloni e altri dieci anni di governo a guida Mangialardi.

Dopo venti anni dunque di amministrazioni targate Pd (solo per guardare le ultime, ma risalendo ancora indietro negli anni, la sinistra o il centrosinistra governano praticamente da sempre), ora si devono individuare coloro che potrebbero presentarsi alle prossime votazioni, per non perdere il controllo della più importante località turistica della regione Marche.

Proprio per questo si è tenuta giovedì 25 luglio nella sede di via Arsilli l’assemblea dell’Unione comunale del Partito Democratico di Senigallia. Due i punti all’ordine del giorno di primario interesse in vista della amministrative 2020: i tempi e le modalità di candidatura per l’elezione alla carica a sindaco e, prima ancora, per le primarie di partito e/o di coalizione.

Acceso il dibattito interno: da un lato c’è chi vorrebbe arrivare a una candidatura unitaria anche se al momento non sembrano esserci reali convergenze su alcuni dei nomi finora vociferati; dall’altro c’è chi preferirebbe passare attraverso le primarie per individuare nella maniera più democratica il giusto rappresentante del Pd all’interno della coalizione di centrosinistra.

A larga maggioranza i componenti dell’Unione comunale, espressione dei quattro Circoli territoriali più i membri di diritto, si sono dichiarati a favore delle Primarie di coalizione. Per quanto riguarda invece l’individuazione del candidato alla carica di sindaco della città, i candidati dovranno passare attraverso una raccolta firme degli iscritti e dei simpatizzanti Pd che possano legittimare la candidatura, come previsto dallo Statuto del Partito all’Art. 18.

Ancora nessun nome però sembra prevalere sugli altri che in questi giorni si stanno ventilando da più parti: mentre l’ex senatrice Silvana Amati non avrebbe intenzione di partecipare alla sfida, il consigliere regionale Fabrizio Volpini sembra essere più propenso a rimanere dov’è, ovviamente se riconfermato (cosa non scontata dato il generale clima politico italiano). Scalpita invece l’assessore Gennaro Campanile che, dopo aver ricoperto tre assessorati diversi, vorrebbe puntare alla carica di primo cittadino. Tra le ipotesi potrebbe prendere piede anche quella del presidente del Consiglio comunale Dario Romano, forse meno esperto dal punto di vista amministrativo, ma giovane rampante in ambito politico.
Saranno quindi le primarie a determinare il candidato su cui puntare anche se in tanti, ancora, sono molto cauti ad esporsi.