Rifiuti in area agricola, la Provincia: «Senigallia poteva controdedurre»

L'ente dorico, dovendo esprimersi sulla conformità, aveva dato parere favorevole alla norma evidenziando solo la necessità di integrarla, ma il Consiglio Comunale della spiaggia di velluto ha scelto di non presentare osservazioni a quanto rilevato

Il palazzo della Provincia di Ancona
Il palazzo della Provincia di Ancona

SENIGALLIA – Il Comune, in merito alla variante urbanistica “smart 2018” al Piano Regolatore Generale, non ha presentato (ma avrebbe potuto farlo) le proprie controdeduzioni a quanto rilevato dalla Provincia di Ancona. A riferirlo è proprio l’ente dorico che prende spunto dalle ultime notizie riguardanti un emendamento approvato in consiglio comunale sul trattamento dei rifiuti agricoli in zona Vallone di Senigallia per fare chiarezza.

Un primo passaggio della variante al prg sulla semplificazione normativa è passata in consiglio per l’adozione, a cui è seguita la pubblicazione per le eventuali osservazioni. Successivamente è tornata in consiglio per l’adozione definitiva e proprio in tale sede è stato accolto un emendamento proposto dal consigliere Mandolini (gruppo misto), che ha modificato un articolo delle norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore, che prevedeva un divieto, in zona agricola, di trattare e gestire rifiuti speciali, quale attività prevalente o non connessa all’attività agricola.

La norma non riguardava una specifica attività di gestione rifiuti, né faceva riferimento ad alcuna particolare zona del territorio comunale, come dichiarato dallo stesso consigliere: aveva semplicemente preso spunto dalle lamentele dei residenti in zona Vallone per poi elaborare un emendamento che potesse valere per ogni zona di Senigallia.

La Provincia si è poi dovuta esprimere con un parere di conformità, verificando la rispondenza agli strumenti di programmazione e pianificazione provinciali e regionali. «In riferimento a questi ultimi – si legge in una nota stampa – la Provincia nel valutare la norma inserita nel PRG con l’approvazione di un emendamento (e quindi non pubblicata al fine di consentire di produrre eventuali osservazioni sulla stessa), ha unicamente richiamato le disposizioni del Piano Regionale di Gestione rifiuti, strumento di programmazione regionale sovraordinato alle attività comunali, che prevede una valutazione del caso per caso della compatibilità delle attività di gestione rifiuti che risultano già autorizzate o già iscritte al registro delle imprese, da effettuarsi in fase di rinnovo dell’autorizzazione. Quindi la Provincia ha espresso un parere favorevole alla norma introdotta dal Comune nel PRG, evidenziando solo la necessità di integrarla, per rendere la stessa conforme al Piano di Gestione dei Rifiuti Regionale. Il Consiglio Comunale ha tuttavia approvato la variante eliminando tutto l’articolo, senza utilizzare la possibilità prevista dalla legge urbanistica regionale di controdedurre entro 90 giorni, a quanto rilevato dalla Provincia. La Provincia resta ancora in attesa di ricevere ufficialmente la trasmissione della deliberazione di approvazione della variante».

«Al di là della norma di divieto che il PRG può introdurre in piena autonomia, le attività di gestione dei rifiuti, secondo quanto già previsto dal 2006 dal Codice Ambiente, e ancor prima dalla legge regionale delle zone agricole del 1990, possono presentare richiesta di esercizio di attività, chiedendo contestualmente la variante urbanistica. Norme – conclude la Provincia di Ancona – perfettamente conosciute dal Comune di Senigallia, in quanto richiamate e fatte salve nell’emendamento approvato con la variante “Smart”».