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Senigallia

Disfagia, un disturbo che si ripercuote a livello sociale: il progetto della Fondazione Paladini prova a cambiare rotta

La crescita della consapevolezza nei giovani cuochi è il primo passo per una società più inclusiva e sensibile verso certe tematiche, a oggi pressoché sconosciute

La presentazione del progetto "La gioia del cibo anche con disfagia" all'istituto Panzini di Senigallia
La presentazione del progetto "La gioia del cibo anche con disfagia" all'istituto Panzini di Senigallia

SENIGALLIA – La scelta degli alimenti, la loro lavorazione con creatività e la corretta conservazione. E poi la solidarietà, l’inclusione sociale. Sono i punti cardine attorno a cui ruota il progettoLa gioia del cibo anche con disfagia“, promosso dalla Fondazione D.Paladini onlus, che coinvolge studenti e docenti di tre istituti alberghieri delle Marche: Senigallia, Piobbico e Loreto.

Il progetto, che ha il patrocinio dell’Assemblea Legislativa delle Marche, mira innanzitutto a studiare da un punto di vista clinico e scientifico la disfagia: si tratta di un disturbo che rende difficile la deglutizione di cibo e liquidi ma che soprattutto è presente nel 70% dei pazienti con patologie neurologiche. E poi cerca di trovare soluzioni coinvolgendo gli istituti alberghieri perché i giovani cuochi possano creare nuovi piatti o rivisitare quelli tradizionali. Ma soprattutto crescere con una maggiore sensibilità alla tematica.

«Nelle Marche – sottolinea Roberto Frullini, presidente della fondazione Paladini – sono almeno 500 le persone affette da questa malattia che non è solo disabilitante a livello muscolare e nutrizionale: anche l’aspetto sociale ne risente e non poco. Basti pensare che i rapporti con le altre persone, amici e parenti in primis, si svolgono attorno alla tavola. La collaborazione ormai decennale con l’istituto Panzini di Senigallia è da sempre un sinonimo di piacere perché qui si va oltre la raccolta fondi, pur necessaria e importante: qui si mettono in campo iniziative che possono invertire la tendenza di far rinchiudere in casa i malati di disfagia, cercando di far crescere una maggior consapevolezza nei ristoratori e negli albergatori».

«L’iniziativa, che come Consiglio regionale abbiamo sostenuto convintamente, ha un forte valore sociale sul piano della sensibilizzazione e della conoscenza – spiega il presidente dell’assemblea legislativa regionale Antonio Mastrovincenzo – è frutto di un’ottima collaborazione tra soggetti, punta sulla formazione e la crescita professionale dei giovani, cui prestiamo sempre grande attenzione».

Lo studio della disfagia assieme al personale del centro clinico per le malattie neuromuscolari degli Ospedali Riuniti di Ancona e la creatività in cucina dei giovani studenti marchigiani saranno poi al centro di due conviviali (il 18 e 19 aprile) a Piobbico e Senigallia, in cui tutti i cittadini potranno assaggiare un menù a tema, adatto quindi a ogni persona, per ritrovare il piacere del mangiare insieme (INFO: 071.5965280, ricavato in beneficenza alla Fond. Paladini).
In occasione dell’appuntamento al Panzini, una giuria in cui ci sarà anche lo chef stellato Mauro Uliassi, verranno premiate le due migliori ricette per quanto riguarda le problematiche di chi soffre di disfagia.

Infine, il progetto sarà anche parte di una tesi di laurea da parte di una giovane studentessa di Pescara del corso di logopedia all’Università Politecnica delle Marche, Giulia Dell’Orso: la 21enne sta approfondendo la consapevolezza della tematica della disfagia nel settore ristorativo e l’eventuale adeguamento dell’offerta culinaria. Primo passo perché chiunque possa andare a godersi un pranzo o una cena con gli amici senza dover restare chiuso in casa.