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Senigallia

Il discorso di fine anno del sindaco di Senigallia: la comunità al centro di tutto

Il primo cittadino Maurizio Mangialardi ha tracciato un bilancio delle cose fatte nel 2017 e delle cose ancora da fare nell'anno nuovo, con il ricordo di chi non c'è più

Il discorso di fine anno del sindaco di Senigallia
Il discorso di fine anno del sindaco di Senigallia

SENIGALLIA – Si è svolto come ormai da tradizione il discorso di fine anno del sindaco Maurizio Mangialardi. Un discorso rivolto a un’aula consiliare piena di persone in cui il primo cittadino ha tracciato un bilancio del 2017 appena concluso e delineato la traiettoria per il nuovo anno in arrivo. Tanti i temi toccati: dagli aspetti sociali a quelli prettamente politici, dal turismo alla sanità ma con una direzione principale, quella della comunità e del bene comune a cui ha rivolto più di una semplice attenzione.

Un discorso a cui hanno partecipato tanti rappresentanti politici di Senigallia e non solo, oltre alle Forze dell’ordine e alle realtà associative che hanno contraddistinto un anno di iniziative condivise con l’amministrazione.

Un anno in cui si sono anche avuti momenti di rancore in città per varie vicende, persino su quella del presepe di Natale in piazza Roma che non aveva i colori “tradizionali” ironizza il sindaco. Un’ironia che però in rete si è trasformata in commenti poco simpatici. E proprio verso il comportamento “social” (anzi, poco social) di alcuni senigalliesi il primo cittadino ha puntato il dito: sistematici insulti personali, aggressioni mediatiche, ingiurie espresse attraverso la copertura della rete e quella arroganza – spiega il sindaco – di chi vuole parlare di tutto pur non avendo conoscenze specifiche e pretendendo di far valere le proprie ragioni. Comportamenti che denotano, secondo Mangialardi, un abuso della rete e dei social media. Come nel dibattito pubblico in merito ai vaccini, dove Guido Silvestri – l’immunologo senigalliese – citato espressamente.

Il sindaco ha poi descritto come alcune leggi – come quella sul biotestamento o quella sull’unione tra persone dello stesso sesso – siano partite da Senigallia, presa a mò di esempio.

Un accenno anche alle questioni amministrative come le fusioni e le unioni dei comuni che permettono agli enti locali, pur tra alcune trasformazioni, di essere ancora vivi e di poter ancora fornire servizi. Sempre di identità ha parlato poi il sindaco Mangialardi riferendosi a quella turistica di Senigallia, riconosciuta sia per gli aspetti più mondani e balneari, sia per quelli più culturali.
«Oggi Senigallia è la città delle grandi manifestazioni per le quali tutti ci conoscono e riconoscono, ed insieme alle quali ci promuoviamo in Italia ed all’estero. Ma oggi Senigallia è, oltre alla tradizionale spiaggia di velluto, anche una delle città italiane inserite nel circuito dei luoghi d’arte. È una città che è riuscita, impresa che tutti ritenevano impossibile, a far registrare il segno più sulle presenze turistiche dell’estate anche in un anno horribilis come quello che seguiva il drammatico terremoto dell’autunno 2016».

Del fare comunità e dell’impegnarsi a fondo per il bene di tutti e il successo della città ha parlato il primo cittadino di Senigallia riferendosi a due persone che non ci sono più: Paolo Simone, a cui verrà intitolato l’ambulatorio sociale della Caritas di prossima apertura, e Patrizia Casagrande, ex presidente della Provincia, scomparsa poche settimane fa. Persone che, pur con modalità diverse, si sono impegnate per le persone e che ora sono simboli di quell’impegno, come ha dichiarato Mangialardi, anche “sfruttando” le articolazioni sociali, culturali, economiche di cui la città gode dopo anni di lavoro comune. Così come sul fronte dell’accoglienza grazie al lavoro incessante della Consulta Comunale del Volontariato, della Diocesi e della Caritas sempre in prima linea sul fronte del sostegno a coloro che vivono condizioni di povertà e disagio.

Un altro accenno è andato all’ospedale di Senigallia, circondato da allarmismi e depotenziamenti: «Eppure, se ci limitiamo ad analizzare i dati oggettivi mettendo da parte le impressioni o peggio le strumentalizzazioni, ci accorgiamo che la tendenza che sembra delinearsi è esattamente quella opposta. Sono arrivati a livello di Area Vasta due nuovi primari mentre sono in corso le procedure selettive per reclutarne altri due. Ed ancora: c’è un potenziamento d’organico sia nell’ospedale che nei servizi territoriali, mentre sono in arrivo medici ed infermieri nei servizi di prevenzione, consultorio e poliambulatorio. Certamente ci sono situazioni critiche che noi, in stretta collaborazione con il direttore dell’area vasta, stiamo monitorando e che cercheremo di risolvere. Questa è la situazione reale che non giustifica preoccupazioni eccessive».

Dopo aver parlato di giovani, delle realtà associative, della questione sicurezza e dell’impegno che quotidianamente mettono le Forze dell’Ordine e la Polizia Municipale – anche in relazione alla mutata concezione della sicurezza nell’opinione pubblica – Mangialardi è passato a ringraziare personalità come la senatrice Silvana Amati, il consigliere regionale Fabrizio Volpini e gli ex sindaci: Orciari, Galavotti, Mariani ed Angeloni; i consiglieri e gli uffici comunali, la giunta.

Infine, gli auguri tanto attesi: «Ecco per il 2018 ormai alle porte vi auguro di ritrovare il vostro tempo. Quello più vero e prezioso che ora mettiamo solo alla fine della nostra agenda, soltanto negli intervalli della nostra vita. Il tempo degli affetti, delle relazioni umane, delle nostre famiglie. Che torni a occupare lo spazio che merita nelle nostre vite e forse allora la nostra vita, la società e magari anche la politica saranno migliori. Buon anno a voi e a tutte le vostre famiglie».