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Senigallia

Diffamazione sui social, senigalliese condannato a risarcire l’ex consigliere Paradisi

I legali dell'attivista annunciano ricorso in appello. L’esponente di Unione Civica: «Sempre accettato le critiche anche aspre, ma non l’ingiuria volgare, l’invettiva personale, l’attacco alla moralità o professionalità»

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SENIGALLIA – Dovrà sborsare 800 euro di multa, 3 mila euro di risarcimento danni ed oltre 3 mila euro di spese legali l’attivista senigalliese condannato dal tribunale di Ancona per aver diffamato l’avvocato ed ex consigliere Paradisi. I fatti risalgono all’aprile 2017 e ieri mattina, 11 maggio 2021, c’è stata la sentenza di condanna in primo grado.

«Ho sempre accettato sportivamente critiche anche asprissime nell’ambito del dibattito politico – ha commentato l’ex consigliere Paradisi, poche ore dopo la sentenza – ma non ho mai abbassato la guardia nei confronti di chi utilizza l’ingiuria volgare, l’invettiva personale e l’attacco alla moralità o professionalità delle persone perché incapace di civile dialettica politica. E tale incapacità, purtroppo, si trova tristemente a tutte le latitudini».

Secondo l’esponente di Unione Civica, tutto era nato dopo il banchetto di Casapound in centro storico a Senigallia, iniziativa “bloccata” dagli attivisti del centro sociale “Arvultùra”. Ne era seguito un aspro dibattito sui social in merito alla presenza dell’ex assessore al welfare Carlo Girolametti e un botta e risposta con l’ex consigliere Paradisi. I toni si sono accesi e da qui sarebbe poi partito il commento ritenuto dal tribunale diffamatorio.

Roberto Paradisi
Roberto Paradisi

Il giovane, difeso dall’avv. Alessandro Genovali e dall’avv. Paolo Cognini, ha sostenuto la propria estraneità alle accuse rivolte: tra le ipotesi ventilate c’è anche quella che fa riferimento all’utilizzo da parte di terzi dell’account social dell’attivistà senigalliese rimasto loggato in un dispositivo condiviso.

Il giudice del tribunale dorico ha comunque condannato al pagamento delle spese legali, di una multa e di un risarcimento che l’ex consigliere Paradisi ha già annunciato di volerlo devolvere in favore della pratica sportiva per le famiglie meno abbienti. Le difese hanno annunciato di voler ricorrere in appello, ribadendo l’estraneità del proprio assistito rispetto alle accuse mosse.