Da Jesi e Montemarciano in Turchia per la scienza

Elisa Ausili, Noor Gholam e Lorenzo Soverchia frequentano l’ultimo anno dell’indirizzo biotecnologie ambientali dell'Iis Galilei. Con un loro progetto sul plexiglas parteciperanno a due importanti appuntamenti sia a Smirne sia a Taipei

L'Istituto IIS Galilei di Jesi
L'Istituto IIS Galilei di Jesi

Elisa Ausili, Noor Gholam e Lorenzo Soverchia, sono tre diciottenni che frequentano l’ultimo anno dell’indirizzo biotecnologie ambientali dell’Iis Galilei di Jesi. Questi tre ragazzi, due di Montemarciano (Noor e Lorenzo) ed Elisa di Jesi, lavorano ad un progetto sul Plexiglas, che li ha portati a partecipare alla XXX edizione del concorso nazionale  “I Giovani e le scienze 2018”. L’evento si è svolto a Milano dal 24 al 26 marzo alla FAST-Federazione della Associazioni Scientifiche e Tecniche.

Una partecipazione, coordinata nella ricerca dal professore Edgardo Catalani e dalla docente Milva Antonelli, che ha invece curato l’aspetto organizzativo del progetto, che li porterà, in rappresentanza dell’Italia, a Smirne (Turchia) dal 4 al 10 giugno 2018 per OKSE2F-Oguzhan Karademir Science Energy Engineering Fair e, soprattutto al prestigioso evento internazionale TISF-Taiwan International Science Fair che si terrà a Taipei (Taiwan) nel febbraio 2019.

Il progetto
«Quest’anno abbiamo lavorato – racconta Noor Gholam – ad un progetto volto a trovare un nuovo modo per riciclare i polimeri. Lo scopo del nostro progetto è stato infatti trasformare il Plexiglas in una resina a scambio cationico. Il Plexiglas è un polimero che viene largamente utilizzato come sostituto del vetro e che attualmente viene riciclato da un’unica azienda a livello mondiale che si trova in Austria. Questa azienda ricicla il polimetro riottenendo nuovo Plexiglas. Nella nostra ricerca abbiamo voluto dare una nuova vita al vetro sintetico, seguendo il principio dell’economia circolare».
«La resina di scambio cationico – continua Lorenzo Soverchia – che si ottiene dal nostro metodo per riciclare il Plexiglas consiste in un polimero capace di trattenere i cationi presenti in soluzione rilasciando un equivalente di protoni».

«L’originalità della ricerca  – precisa Elisa Ausili – sta nel dare la possibilità alle industrie che attualmente sintetizzano le resine di ricavare quest’ultime da un prodotto di scarto di altre industrie. Le resine ottenute dal Plexiglas possono poi essere utilizzare per addolcire le acque industriali, o possono essere combinate con resine di scambio anionico per deionizzare le acque».