Incidente sulla piattaforma, partite le operazioni di recupero

Si lavora senza sosta al largo della spiaggia di velluto di Senigallia. Arrivate al porto di Ancona la bombola di azoto caduta dalla piattaforma e la nave coinvolta nell'accaduto, la Procura ha aperto un'inchiesta

Operazione di recupero

SENIGALLIA- Tre giorni fa l’incidente alla piattaforma petrolifera “Barbara F.”  dell’Eni costato la vita a Egidio Benedetto, operaio 63enne della provincia di Chieti. Sul caso la Procura di Ancona ha aperto un inchiesta per omicidio colposo plurimo (Morto alla piattaforma Eni: recuperata la cabina, disposta autopsia per l’operaio).

Questa mattina è stata recuperata la bombola di azoto che al momento dell’incidente stava per essere caricata sul Supply Vessel.

Ieri pomeriggio il Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) nominato dall’Autorità Giudiziaria ha esperito, insieme ai tecnici della Guardia Costiera, rilievi tecnico scientifici a bordo del Supply Vessel ALINE B, necessari per il proseguimento delle indagini tese ad accertare le dinamiche dell’incidente.

Questa mattina alle 7,30 hanno avuto inizio, a circa 13 miglia al largo del comune di Senigallia ed a una profondità del mare di circa 35 metri, le operazioni di imbragatura del braccio della gru rimasta incastrata sotto la chiglia del Supply Vessel ALINE B, a mezzo di ROV e sommozzatori.

Quattro ore dopo, il braccio della gru ed il relativo cavo di tenuta, sono stati agganciati dai mezzi di sollevamento della Nave Mamta della società Micooperi, che farà rotta verso fondali più bassi al fine di facilitare il completo recupero a bordo di tutto il materiale.

Alle 12 il Supply Vessel Aline B, effettuati positivamente i test di navigabilità ed ai motori principali, ha iniziato la navigazione verso il porto di Ancona con a bordo la bombola di azoto caduta dalla piattaforma.

Alle ore 15.35 il Supply Vessel ALINE B, scortato dalla Motovedetta CP 839 della Guardia Costiera ha fatto ingresso nel porto di Ancona. Dopo le procedure di ormeggio alla banchina n. 7 del porto di Ancona, gli uomini della Guardia Costiera, in servizio presso la Capitaneria di porto di Ancona, sono immediatamente saliti a bordo per effettuare il sequestro delle aree e dei beni presenti in coperta, nonché ascoltare nuovamente i membri dell’equipaggio al fine della ricostruzione degli eventi.

Nel frattempo la Nave MAMTA della società MICOOPERI, ha continuato la navigazione in avvicinamento alla costa, a circa 0,5 nodi di velocità, verso fondali più bassi al fine di poter effettuare alle prime luci dell’alba le operazioni di recupero del braccio della gru e dei cavi di sollevamento. La nave è prevista ormeggiare nel porto di Ancona domani 10 marzo nel primo pomeriggio.