Inchiesta strage Corinaldo, al vaglio della magistratura la Commissione di vigilanza

«L’attendevamo da tempo» dice l'avvocato Canafoglia del comitato “Giustizia per le vittime della Lanterna Azzurra”. Sulla stessa linea anche il legale della famiglia Girolimini, Stefano Mengucci, che precisa: «non è un atto di giustizialismo»

L'ingresso del Lanterna Azzurra

CORINALDO – La notizia che la magistratura sta vagliando la posizione dei membri della Commissione di vigilanza per la licenza alla Lanterna Azzurra Clubbing di Corinaldo, per alcuni era il normale evolversi delle indagini. «L’attendevamo da tempo» è il commento di Corrado Canafoglia, avvocato del comitato “Giustizia per le vittime della Lanterna Azzurra”, ma sulla stessa linea si è espresso anche il legale della famiglia Girolimini, Stefano Mengucci, che precisa però: «non è un atto di giustizialismo».

L’inchiesta per la strage della discoteca corinaldese, dove lo scorso 8 dicembre sono morte sei persone – una giovane mamma e cinque minorenni – si sta allargando anche ai membri della Commissione unificata di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo dei Comuni associati in seno all’Unione Misa – Nevola che rilasciò i permessi per il locale nel 2017.

Secondo l’avvocato Canafoglia, che segue oltre 300 persone tra cui diversi giovani rimasti feriti nella terribile calca in discoteca, si tratta di un atto necessario allo sviluppo dell’indagine. «Attendiamo con fiducia l’attività della magistratura anche per capire chi tra i componenti della commissione sui locali di pubblico spettacolo abbia davvero rilasciato l’autorizzazione a un locale che non poteva essere una discoteca. Vorrei ricordare che i morti- conclude l’avvocato Canafoglia – ci sono stati proprio sulla rampa individuata come uscita di sicurezza».

Corrado Canafoglia
Corrado Canafoglia

Tra i nomi della Commissione compare infatti anche quello del sindaco di Corinaldo Matteo Principi, oltre ai tecnici che firmarono le relazioni su cui si sono basati i giudizi per il rilascio delle autorizzazioni. Proprio su questo punto aveva posto l’accento il primo cittadino in un’intervista a Centropagina.it. Tra le ipotesi al vaglio della magistratura ci sono infatti il concorso in omicidio plurimo e aggravato, il disastro colposo e la falsità ideologica. Nel frattempo, dopo il sequestro probatorio, la discoteca è stata sottoposta a sequestro preventivo su ordine del gip.

«Ce lo aspettavamo che venisse vagliata la posizione della Commissione» spiega Stefano Mengucci, avvocato della famiglia di Eleonora Girolimini, la mamma 39enne morta alla Lanterna Azzurra di Corinaldo. «Al di là dei clamori che può suscitare questa notizia, è evidente che in tutta la vicenda ci sono stati degli errori: è chiaro che qualcuno dovrà pagare se non c’erano le autorizzazioni o se il locale non era a norma. Vorrei però precisare che non si tratta d’un atto di giustizialismo, siamo ancora ben lontani dall’arrivare a una condanna, ma mi sembra chiaro che la magistratura stia facendo un buon lavoro considerando tutte le posizioni».

 

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