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Senigallia

Comunità in lutto a Corinaldo e Senigallia, «è un giorno di grande dolore»

«Oggi dobbiamo solo aver rispetto per le vittime e per i loro familiari, senza cercare subito le sentenze» ha detto il primo cittadino della spiaggia di velluto

L'ingresso del locale

CORINALDO – Oltre alle dichiarazioni di Procuratore, Questore e dei vertici che si stanno occupando delle indagini sulla tragedia di Corinaldo di questa notte, anche il primo cittadino del borgo gorettiano Matteo Principi e quello di Senigallia Maurizio Mangialardi sono intervenuti sulla drammatica vicenda.

«Fin da subito sono stato in stretto contatto con le forze dell’ordine e la Prefettura per coordinare gli interventi, ma non trovo le parole per descrivere una tragedia così grande. Oggi tutta la comunità di Corinaldo si stringe al dolore delle famiglie che questa notte hanno perso un proprio caro – dichiara il primo cittadino corinaldese -. Stiamo seguendo con apprensione gli sviluppi medici dei tanti giovani rimasti feriti e siamo costantemente in contatto con le forze dell’ordine per tutti gli aggiornamenti sulle indagini in corso».

Sono almeno sette infatti i giovani ricoverati ancora in condizioni gravi all’ospedale Torrette di Ancona: una situazione molto delicata che potrebbe peggiorare dunque il conteggio delle vittime.

«Appena appresa la notizia ci siamo subito coordinati con la struttura sanitaria senigalliese per aiutare nell’organizzazione dei soccorsi – spiega il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, ancora sconvolto dalla tragedia -, e abbiamo ricevuto la rassicurazione che erano già stati preallertati gli ospedali di Fano, Jesi, Ancona Torrette. Poi – continua Mangialardi nel descrivere le prime fase operative – con il vicesindaco Maurizio Memè ci siamo portati a Corinaldo per capire come aiutare e supportare l’intervento dell’amministrazione comunale. Infine abbiamo deciso di sospendere ogni attività cittadina, proclamando il lutto dell’intera Senigallia, per oggi e domani. È oggi un giorno di grande dolore, un giorno da dedicare solo al rispetto per le vittime e per i loro familiari e non dobbiamo anticipare alcuna sentenza né cercare di capire la dinamica».

 

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