Banda delle slot: si è costituito il quarto rapinatore

I tre complici erano già ai domiciliari da dicembre scorso: appena rientrato in Italia si è presentato nella caserma di via Marchetti

SENIGALLIA – Si è costituito ai Carabinieri di via Marchetti il quarto uomo dell’ormai nota “banda delle slot”, il gruppo criminoso che tra maggio e settembre 2018 si era reso responsabile di quattro tentativi di rapina ai danni di tre sale slot della città.

I primi tre componenti – un’italiana di 22 anni, un albanese di 24 e un cubano di 26 – erano già agli arresti domiciliari dallo scorso dicembre, dopo una prima serie di indagini che avevano portato il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ancona, Carlo Cimini, a firmare un primo provvedimento cautelativo, posto in esecuzione dagli stessi militari senigalliesi.

Il quarto uomo, un afgano 26enne, era stato invece al centro di ulteriori approfondimenti che erano sfociati tre mesi dopo, nel marzo 2019, in un identico provvedimento del Gip dorico. Il giovane afgano, nel frattempo, si era trasferito per motivi di lavoro in Svizzera: ieri sera, rientrato in Italia, si è costituito spontaneamente nella caserma di via Marchetti.
Anche per lui i reati contestati sono concorso in tentata rapina e concorso in rapina continuate, con l’aggravante dell’uso di un coltello e portate a termine da persone travisate e da più persone riunite.

Le immagini di videosorveglianza della tentata rapina alla sala slot di Senigallia
Le immagini di videosorveglianza della tentata rapina alla sala slot di Senigallia

Al centro dei quattro blitz della banda erano finite tre sale slot di Senigallia: il 10 maggio 2018 venne tentata una rapina aggravata ai danni della sala slot “Admiral Club”, in via Giordano Bruno, in cui i malviventi erano tornati per un ulteriore tentativo il 21 giugno 2018. Cinque giorni dopo, il 26 giugno, riuscì la rapina aggravata ai danni della sala slot “G-Planet” di via Raffaello Sanzio, che fruttò 640 euro in contanti, mentre il 14 settembre successivo era stata la sala slot “Terry Bell”, in via Adriatica nord, a essere visitata anche se erano riusciti a trafugare solo 50 euro.

Ad insospettire i Carabinieri che si trattava dello stesso gruppo di persone erano stati sia le tempistiche ravvicinate dei colpi in una medesima zona geografica, sia il modus operandi: ogni volta un cliente veniva preso in ostaggio e minacciato con un coltello da cucina, per spingere il gestore a consegnare i soldi. Fondamentali anche in questo caso sono state le videocamere di sorveglianza e i tabulati telefonici.