La crisi di governo nazionale e le elezioni comunali: mesi intensi per il Partito Democratico

Accesa la discussione a livello nazionale sul voto anticipato e sulla possibilità di un'alleanza temporanea coi 5 stelle; a Senigallia, il dibattito è ancora fermo sulle primarie che sembrano spaventare più che unire il Pd

La sede del Partito Democratico di Senigallia
La sede del Partito Democratico di Senigallia

SENIGALLIA – La crisi di governo che porterebbe alla fine dell’esperienza condivisa tra Lega e Movimento 5 Stelle nonostante i tempi stretti per la manovra finanziaria sta facendo discutere il Partito Democratico. Se da un lato Renzi minaccia la scissione, nella corrente del segretario Zingaretti si sta facendo avanti l’ipotesi di un governo tecnico con i 5Stelle per arrivare a fine 2022. A Senigallia, invece, il Pd locale si schiera per il voto anticipato.

Lo rende noto una comunicazione ufficiale della segreteria del Partito Democratico di Senigallia, dove si legge che «il voto anticipato è l’unica strada percorribile per risolvere la crisi di governo nazionale e dare la parola agli elettori dopo il vistoso fallimento dei 400 giorni di governo» giallo-verde.

«I disastrosi risultati economici a seguito dell’immobilismo di questo governo hanno riportato il paese alla crescita zero e alla recessione così come l’isolamento in Europa e nello scenario internazionale del nostro paese con politiche di destra su immigrazione e ordine pubblico hanno ridotto la nostra democrazia» spiega il Partito Democratico di Senigallia.

Ma qual è invece la situazione sulla spiaggia di velluto? La prossima primavera (dopo quindi una possibile votazione nazionale ipotizzata per la terza settimana di ottobre in caso non si riuscisse a formare una nuova maggioranza) si arriverà alle elezioni comunali con più di una spaccatura nel partito che ha sempre guidato la città. Da un lato infatti ci sono i vertici cittadini che puntano alla candidatura unitaria di Fabrizio Volpini, non solo come candidato del Pd ma di tutto il centrosinistra, sostenuto anche da Diritti al Futuro, Vivi Senigallia e Obiettivo Comune; dall’altro ci sono i giovani del Pd, appoggiati da una larga fetta di iscritti tra cui l’assessore Gennaro Campanile (che ha dato disponibilità per una sua candidatura ma in alternativa sta valutando l’uscita dal partito di via Arsilli), che spingono per le primarie, almeno di coalizione.

Verso questa ipotesi propendono anche alcuni movimenti di maggioranza (e non solo) senigalliese, come i Verdi. A tal proposito, il commissario senigalliese Diego Lucchetti è intervenuto per dire che «le primarie sono uno strumento democratico che ha caratterizzato e che dovrebbe sempre caratterizzare il centrosinistra, nell’obiettivo di unire tutte le forze politiche che ne fanno parte e nell’ottica di condividere alla pari la possibilità di esprimere un proprio candidato sindaco e il proprio programma alla guida della coalizione. Questo vale ancora di più nel caso specifico di Senigallia, dove ci sono già pubblicamente due candidati: Fabrizio Volpini e Gennaro Campanile (entrambi del Partito Democratico, Ndr). Devono essere i cittadini a decidere e questo è l’obiettivo più importante; basta con le decisioni prese nelle segrete stanze dei partiti».