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Senigallia

Covid, 21 positivi su 118 ospiti al centro di accoglienza di Arcevia

Il focolaio si è scoperto grazie a un tampone a un pakistano che presentava un po' di febbre. Ora sono tutti in quarantena, compresa la titolare del centro. Sorveglianza rafforzata

Il centro storico di Arcevia, Foto di Carlo Leone
Il centro storico di Arcevia. Foto di Carlo Leone

ARCEVIA – «Venerdì mattina è stato eseguito il tampone a uno degli ospiti al centro di accoglienza che aveva qualche linea di febbre. Appena si è capito che era positivo al covid è stato messo in quarantena e la mattina dopo erano già pronti i tamponi per tutti gli ospiti». Così Dario Perticaroli, sindaco di Arcevia, racconta come si è scoperto nel weekend il focolaio all’ex hotel Le Terrazze dove sono risultate positive 21 persone su 118.

Una sola è sintomatica, un uomo di nazionalità pakistana, mentre altri 20 sono positivi al covid-19 ma asintomatici. «Grazie alla solerzia della titolare dell’immobile – spiega ancora il sindaco Perticaroli – ci siamo immediatamente mossi come amministrazione comunale in collaborazione la Prefettura per disporre la quarantena per tutti gli ospiti al centro di accoglienza di Arcevia, persino per la titolare».

Dario Perticaroli
Dario Perticaroli

Ma, data la crescente preoccupazione nella popolazione, il sindaco ha ritenuto opportuno avvisare la cittadinanza e tranquillizzarla: «C’è un serrato coordinamento che va avanti da venerdì mattina in modo ininterrotto sia con la titolare del centro di accoglienza, sia con la Prefettura che con i Carabinieri. Abbiamo predisposto un servizio di sorveglianza rafforzato: ci sono tre guardie giurate (prima ve n’era una sola, Ndr) e i carabinieri di Arcevia a controllare che nessuno esca dalla struttura per non rischiare che il contagio si propaghi in paese», dove al momento non ci sono positivi ma solo due persone in isolamento fiduciario.

Il sindaco stesso sta seguendo con la ditta incaricata la raccolta dei rifiuti speciali che, in base alle norme, devono essere smaltiti a parte.

Il prossimo passo, oltre a quello del monitoraggio continuo del centro, sarà tra dieci giorni il nuovo giro di tamponi a tutti i 118 ospiti che provengono da Pakistan, Somalia, Iraq, Ghana, Mali, Afghanistan ed Egitto, con la speranza che la tempestiva quarantena abbia agito evitando il propagarsi dei contagi.