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Senigallia

Intevista ad Asia Argento e Dj Gruff: con loro la lettera dell’infermiera di Senigallia diventa canzone

Il disc jockey, spronato dall'amico Dario Fichera in prima linea all'ospedale di Padova, ha realizzato una produzione discografica corale per sostenere Emergency, coinvolgendo oltre 200 artisti. Un brano rilegge le parole di Michela Venturi, che scrisse al premier Conte

«Sa signor presidente Conte, io durante i miei turni non vado in bagno perché ho paura che, con un solo gesto sbagliato e fatto in un piccolo momento di distrazione, io possa infettarmi e di conseguenza infettare altre persone». La lettera di Michela Venturi, infermiera operativa nel reparto Covid dell’ospedale di Senigallia, diretta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha fatto il giro del web, suscitando la risposta dello stesso premier. E ha anche smosso energie e ispirazioni di una coralità di artisti, capitanati da DJ Gruff, per un progetto di solidarietà a sostegno di Emergency.

DJ Gruff

Sandro Orrù, nome d’arte di DJ Gruff, disc jockey noto per l’originalità con cui esegue scratch manipolando e ideando suoni, ha infatti dato il là a un progetto discografico corale chiamato I migliori pensieri. L’idea è nata da una telefonata con l’amico Dario Fichera, perfusionista cardiovascolare dell’azienda ospedaliera dell’Università di Padova, “in trincea” da giorni, sin dalla primissima diffusione del Covid-19.

Il progetto coinvolge più di 200 artisti tra musicisti, cantanti, attori, rappers e writers, uniti con lo scopo di sostenere Emergency attraverso una raccolta fondi a favore di chi sta operando contro il Coronavirus (qui il link per le donazioni).

All’attivo, al momento, due tracce. La prima, intitolata proprio I migliori pensieri e lanciata qualche settimana fa, verte sulla frase «Ci servono i migliori pensieri», ripetuta come un mantra, con le riflessioni della cantante Petra Magoni e voci di Asia Argento, Frankie Hi Energy, Corrado Fortuna, DJ Ralf e altri talenti del cinema e della musica, alternate al rap di Clementino, Oyoshe e Militant A, e con gli scratch delle mani esperte di Gruff, ideatore della base accompagnatrice.

Il brano dedicato a Michela Venturi

Ora è tempo della seconda traccia, Lettera di un’infermiera italiana, in cui DJ Gruff ha ideato, insieme al maestro Antonio Tarantino, una musica sulla lettera di Michela Venturi. Asia Argento, per interpretare il discorso di Michela sulle note della canzone, ha coinvolto i cinque attori Aurora Peres, Emilia Verginelli, Tommaso Ragno, Barbara Ronchi, Valeria Almerighi. Le loro voci sono state enfatizzate da sofisticata manipolazione in stile Gruff, che le alterna e moltiplica scratchandole nei punti più incisivi.

Ecco il brano Lettera di un’infermiera italiana:

«Ci sono parole che, se messe assieme in un certo modo, suonano» ci ha detto DJ Gruff. «Leggendo la lettera di Michela me la sono immaginata recitata con le voci di chi sa fare… Ho chiesto subito ad Asia e ho chiamato il mio socio Antonio Tarantino. Come secondo pezzo serviva qualcosa di reale: il pensiero di chi sacrifica la propria vita e quella dei suoi cari per cercare di salvare quella del prossimo» (qui l’intervista completa a DJ Gruff).

Intervista ad Asia Argento

Asia Argento

Asia Argento, attrice e regista  ma anche cantante, ci illustra come si è lasciata coinvolgere dal progetto I migliori pensieri. «Sono sia amica che ammiratrice di DJ Gruff da una vita» spiega Asia. «La sua musica mi ha accompagnato nei momenti felici e in quelli più bui. Il suo percorso artistico è sempre stato rigoroso e privo di compromessi. Per me è un onore far parte del progetto #imiglioripensieri, sia socialmente che artisticamente».

Per la seconda traccia, hai coinvolto cinque attori (Aurora Peres, Emilia Verginelli, Tommaso Ragno, Barbara Ronchi, Valeria Almerighi): perché proprio loro?
«Quando Sandro mi ha fatto sentire una bozza dello strumentale e leggere la lettera dell’infermiera, mi sono commossa. Ho pensato di coinvolgere gli attori più sensibili e seri che conosco, voci uniche, sapevo che non avrebbero usato “trucchetti” da mestieranti per ottenere il risultato, ma che avrebbero interpretato il testo con la pancia, anzi, l’anima»

Come stai vivendo questi giorni difficili?
«Alti e bassi. Come tutti del resto. Cerco di tenermi occupata facendo cose costruttive, vivo alla giornata, non penso al futuro, cerco di rimanere positiva per me e i miei figli. Come dice l’infermiera nel brano di DJ Gruff “e speriamo che ce la caviamo”».

Il racconto di Dario Fichera

Lo stimolo per dare vita a questo progetto artistico corale è nato da una chiacchierata tra DJ Gruff e Dario Fichera, che ha spronato l’amico a trasformare l’angoscia attuale in arte.

Dario Fichera

Fichera, in questi giorni in prima linea a Padova, nella lotta al virus, ci racconta: «Con Sandro siamo diventati amici nel 2015, quando ci siamo conosciuti nell’ambito di un progetto che stavo portando avanti e prevedeva l’arrivo in Europa, per uno scambio culturale, di 5 breakdancer dalla striscia di Gaza, conosciuti nelle mie esperienze di cooperazione internazionale in Palestina. Attraverso un contatto in comune, Vag, il pioniere dell’hip hop in Italia a fine anni ’80, avevamo lanciato una sorta di appello a organizzare serate ed eventi per far conoscere la storia di questi breakdancer. E Gruff si è prontamente messo a disposizione. È stata subito amicizia. Io ovviamente lo conoscevo già artisticamente, perché sono cresciuto con la sua musica, e per me è stato molto toccante». Fichera porta ancora avanti progetti simili con l’associazione Ya basta! Êdî bese!, come ad esempio “Gaza is Alive”, che si prende cura della salute mentale dei bambini della Striscia di Gaza anche attraverso l’hip hop,

Tornando a I migliori pensieri, ecco com’è nata l’idea: «In questo periodo strano di tempo sospeso, una sera ci siamo sentiti con Gruff per chiederci come stavamo vivendo il periodo», ricorda Fichera. «Lui mi ha detto che era in stasi artistica, perché non gli sembrava il caso di fare produzioni musicali in un momento in cui la gente stava morendo. Io gli ho detto che invece, proprio in un momento come questo, servono i “migliori pensieri”. Serve che l’arte ci riporti un po’ nei pensieri positivi, perché la ricaduta di questa emergenza sulla psiche di tutti sarà grave e drastica. Poi Gruff mi ha chiesto come stava andando in ospedale, gli ho raccontato e ne è rimasto scioccato e toccato. L’indomani è uscita la lettera dell’infermiera al premier Conte. Lui me l’ha girata, io l’avevo già letta e stavo anche io per girargliela. E poi è storia nota: ha contattato centinaia di artisti e tutti hanno risposto positivamente».

Come stai vivendo questi giorni al “fronte Covid”?
«Lavoro in ospedale a Padova, sono un perfusionista cardiovascolare, quindi una figura tecnico-sanitaria. Una parte del mio lavoro è in sala operatoria di cardiochirurgia, mi occupo della circolazione del sangue al cuore durante gli interventi al cuore; poi un’altra parte del lavoro sono le assistenze meccaniche al circolo e respiratorie, che sono uno degli strumenti usati nelle terapie intensive in questo momento per i pazienti con il Coronavirus più gravi, dove la ventilazione meccanica non è sufficiente e quindi c’è bisogno di portare il sangue all’esterno del corpo e di ossigenarlo con una sorta di polmone artificiale».

Starai vedendo situazioni abbastanza provanti…
«Sì, molto. La retorica degli operatori sanitari come eroi secondo me è sbagliata, per mille motivi. Il motivo più grande è che, se ci sono davvero degli eroi, sono i pazienti che soffrono, lottano e spesso purtroppo muoiono lontani dai loro affetti. E anche i loro parenti, che vedono i loro cari portati via su un’ambulanza per non rivederli più. Spesso hanno notizie dopo giorni, notizie frammentarie perché non c’è realmente tempo per poterle dare data la mole di lavoro. Sono loro gli eroi».

Ultimamente si sta un po’ allentando la tensione?
«Ora sta andando meglio ma sono un po’ preoccupato per quella che chiamano la Fase 2, la riapertura, perché non si sa se potrà esserci un ritorno della diffusione del contagio. Siamo tutti preoccupati perché potremmo ritrovarci tra un mese in una situazione peggiore. C’è sempre la questione enigma sull’immunizzazione perché, circolando e replicandosi in maniera molto veloce, il virus è soggetto a mutazioni. Il nostro sistema immunitario potrebbe non riconoscerlo in una seconda esposizione: quindi, potresti esserti fatto la malattia e tra un mese riprendere il virus, in una forma leggermente mutata, e rifare la malattia. Ancora non si sa. Sicuramente la nostra vita cambierà nei mesi a venire».

L'infermiera Michela Venturi
L’infermiera Michela Venturi che ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Conte

All’inizio non eravate riusciti a rintracciare Michela Venturi, l’infermiera di Senigallia, ma finalmente siete entrati in contatto e ha sentito il brano. Cosa ne pensa?
«Le è piaciuto tantissimo. È stata felicissima. Ci siamo scritti qualche giorno fa: stiamo facendo entrambi orari di lavoro strani, quelli che di solito fanno i dj. Le ho comunicato che mi ero emozionato leggendo la sua lettera, le ho girato il progetto discografico di Gruff con Asia Argento. Non lo conosceva, si è commossa».