Senigallia

Una cornice di scarpe sopra la panchina rossa: il simbolo di Ostra contro il femminicidio

La torre civica in piazza dei Martiri "ospita" da qualche tempo un monumento contro la violenza di genere. Un'artigiana del paese ha aggiunto una composizione che arricchisce l'opera

La panchina rossa a Ostra, simbolo contro la violenza di genere
La panchina rossa a Ostra, simbolo contro la violenza di genere

OSTRA – Una cornice con scarpette rosse appese alla torre civica e una panchina rossa installata subito sotto. Questo è il “monumento” spontaneo che è nato in piazza dei Martiri, sul muro della torre che è il simbolo di Ostra. E da qualche tempo è anche uno scorcio tra i più fotografati perché unisce all’aspetto turistico anche la denuncia sociale.

Una cornice di scarpe sopra la panchina rossa: il simbolo di Ostra contro violenza di genere e femminicidi
Una cornice di scarpe sopra la panchina rossa: il simbolo di Ostra contro violenza di genere e femminicidi

La panchina rossa in realtà non è una novità in paese: da qualche tempo l’amministrazione comunale l’ha fatta installare sotto la torre civica con la scritta “Non una di meno”, lo slogan che richiama il movimento anti femminicidi che si è sviluppato in tutto il mondo e che fortunatamente sta prendendo piede anche in Italia.

La vera novità è in quella cornice con tre paia di scarpe – una bugna di finestra con una composizione di scarpe rosse da donna – che la signora Roberta Ronconi, la calzolaia del paese, aveva affisso sopra l’ingresso della sua bottega.

Una volta chiusa l’attività, l’ha voluta “donare” al monumento ostrense. Un modo semplice ma gradito, a quanto pare, sia dai turisti che dai cittadini, per sensibilizzare l’opinione pubblica su un fenomeno di strettissima attualità che riempie ogni giorno le pagine di cronaca dei giornali italiani e non solo.

Ti potrebbero interessare

Incidente in Sardegna, muore un 44enne di Ostra

Maggiorino Festa stava guidando lungo la provinciale 10 in territorio di San Vero Milis quando la sua auto è uscita di strada. Era conosciuto come suonatore di chitarra e lavorava come elettricista per un’azienda di Jesi