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Senigallia

Concessioni balneari, incontro nazionale a Senigallia dopo le sentenze del Consiglio di Stato

Sul termine delle autorizzazioni c'è la divergenza anche in seno alla giustizia amministrativa. La presidente nazionale Cna Balneari Sabina Cardinali: «Ci sono margini, tempo e volontà per una riforma che dia certezze e prospettive»

La spiaggia di velluto di Senigallia
La spiaggia di velluto di Senigallia

SENIGALLIA – Si terrà sul lungomare della spiaggia di velluto il convegno nazionale in merito alle concessioni balneari. Un appuntamento, quello del 21 gennaio prossimo targato Cna, che arriva dopo la seconda sentenza – con esito diametralmente opposto dalla prima – del Consiglio di Stato circa la scadenza al 2023 delle attuali concessioni, da mettere all’asta in base a quanto stabilito dalla direttiva europea Bolkestein.

Al centro dell’incontro che si terrà alle ore 16 all’hotel City sul lungomare Alighieri di Senigallia (Info: marche.cna.it) c’è lo stop imposto per il 31 dicembre 2023, come indicato nello scorso autunno dal Consiglio di Stato, in aperto contrasto con la legge 145 del 2018 (la legge “Centinaio”), che invece stabiliva tale termine alla fine del 2033. Da qui il subbuglio di tutto il mondo imprenditoriale. Secondo il Consiglio di Stato non si può procedere a ulteriori proroghe: la spiaggia e i terreni demaniali devono essere trattati come beni pubblici, con la conseguente messa all’asta. Ma c’è una novità. 

La decisione è stata infatti ribaltata da una successiva sentenza di pochi giorni fa, il 13 gennaio, emessa da un’altra sezione sempre del Consiglio di Stato che va in direzione opposta alla prima: sancisce cioè l’inapplicabilità della direttiva Bolkestein ai rapporti concessori nati prima del 2009, anno in cui è stata recepita nell’ordinamento italiano tale normativa Ue. spartiqcque tra imprese e concessioni, rischio discriminazione, è stupido far saltare questo modello di turismo che in 50 anniha richiamato tantissimi tutisti anche da fuori europa

«L’incontro servirà proprio a chiarire questa situazione – spiega la presidente nazionale Cna Balneari, nonché imprenditrice di Pesaro, Sabina Cardinali – in cui viene praticamente confermato il principio del legittimo affidamento da sempre sostenuto da CNA Balneari. Chiederemo a governo e parlamento di tenere conto dell’orientamento più recente del Consiglio di Stato nell’ambito della riforma del demanio marittimo. Riforma che, speriamo, possa tenere conto più delle reali esigenze delle imprese del settore che dei pronunciamenti della giustizia amministrativa. Su questo vorremmo intavolare un confronto serio ridefinendo indirizzi, criteri direttivi e tempistiche. Al momento i tavoli tecnici sono stati già convocati, sembra esserci la volontà di trovare una soluzione che dia certezze e prospettive al settore».