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Senigallia

Associazioni animaliste soddisfatte per le indagini sull’allevamento di Trecastelli

Esprimono soddisfazione ENPA, LAV, Lega Nazionale per la Difesa del cane, LEIDAA e OIPA che da tempo seguivano il caso. L'on. Patrizia Terzoni: «La Regione ha il dovere di aprire un'inchiesta interna»

Una delle scene durante il sequestro dell'allevamento di cani a Trecastelli nel gennaio 2021
Una delle scene durante il sequestro dell'allevamento di cani a Trecastelli nel gennaio 2021

ANCONA – Lacune, omissioni e inadempienze in merito alla vicenda dell’allevamento di cani a Trecastelli. A evidenziarle è la deputata Patrizia Terzoni (Insieme per il Futuro) che commenta la notizia della chiusura delle indagini notificata a 15 persone dai Carabinieri forestali del gruppo di Ancona. Ma sulla vicenda interviene anche la Lav, che aveva seguito il caso fin dall’inizio.

Una «disastrosa situazione sanitaria – spiega Terzoni – che ha fatto emergere gravissime lacune, omissioni e inadempienze», finite poi anche in due interrogazioni parlamentari e in una nota inviata alla Procura. Al centro delle problematiche il comportamento superficiale di alcune persone su cui si dovrà esprimere poi l’autorità giudiziaria.

Secondo l’esponente ex M5S, oggi Insieme per il futuro, «la Regione ha il dovere di aprire un’inchiesta interna per valutare le eventuali sanzioni amministrative». «Ci sono state evidenti falle» nella gestione di una «situazione di estrema gravità visto che era il più grande focolaio europeo di Brucella canis». 

Ai 15 indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di disastro colposo, maltrattamento animali, abusivo esercizio di professione veterinaria, mancato rispetto dei provvedimenti dell’Autorità Sanitaria, corruzione, frode in commercio, falso in certificazioni, omessa denuncia di reato, traffico internazionale di cani.

E la notizia ha suscitato la soddisfazione delle associazioni ENPA, LAV, Lega Nazionale per la Difesa del cane, LEIDAA e OIPA che da tempo seguivano le indagini sull’allevamento di cani di razza di piccola taglia situato a Trecastelli. «Si tratta di un primo positivo passo per fare chiarezza sulle responsabilità che hanno portato ad una situazione insostenibile per oltre 800 cani detenuti in una struttura autorizzata per meno di cento, mettendo a serio rischio anche la salute pubblica in quanto la brucellosi è una zoonosi trasmissibile all’uomo» dichiarano le associazioni che, a seguito del sequestro, avevano presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Ancona.

Oltre a dichiararsi pronte a «costituirci parte civile» in un eventuale processo, le associazioni animaliste sono però ancora in attesa di risposte dal servizio veterinario regionale: «Nonostante le nostre formali richieste, da mesi non abbiamo più notizie né dei test che dovevano essere effettuati sui 146 cani trasferiti al canile di Ostra Vetere e della loro possibile adozione, né di test a cui dovrebbero essere sottoposti i cani rimasti nell’allevamento per poter monitorare le loro condizioni di salute. Lo stesso silenzio avvolge anche l’avvio dei protocolli terapeutici promessi già dalla scorsa estate e necessari ad individuare una cura innovativa per i cani ancora positivi a questa zoonosi finora poco conosciuta e non presente in Italia».