Chiude il bar dell’ospedale di Senigallia, ma solo per pochi giorni

Il comitato cittadino inveisce contro chi ha causato disservizi in passato e la riduzione di reparti, pazienti e utenti, ma l'Asur replica sostenendo che si tratti di un cambio gestione

L'ospedale di Senigallia
L'ospedale di Senigallia

SENIGALLIA – Smontata sul nascere la polemica per la chiusura del bar dell’ospedale cittadino. A sollevarla era stato il Comitato cittadino, che più volte interviene sui temi della sanità pubblica e affini, ma a rispedire le accuse al mittente è la stessa Asur che riporta la questione alle verità dei fatti.

I rappresentanti del Comitato hanno sollevato critiche circa la chiusura del bar all’interno del perimetro ospedaliero: una struttura che fa comodo non solo al personale dipendente dell’Asur e di quelle realtà che lavorano dentro l’ospedale, ma anche ai pazienti e ai loro familiari. Il comitato però ne ha tratto spunto per criticare i vertici Asur che da tempo sono accusati di voler smantellare pezzo per pezzo il nosocomio senigalliese, bar compreso.

«Sono ormai anni che i dipendenti ospedalieri non hanno più la mensa aziendale – si legge in una nota stampa – al contrario di Fabriano e Jesi, che addirittura ne ha rinnovata una e con grandi inaugurazioni pubbliche e mediatiche. L’ospedale di Senigallia invece è forse un ospedale di serie B? Evidentemente la risposta è “sì”: l’ospedale di Senigallia e i suoi lavoratori non hanno gli stessi diritti degli altri dipendenti dell’Area Vasta 2. A questa “chicca” vergognosa si aggiunge la chiusura del bar interno dal 18 agosto prossimo. E chissà come faranno i pazienti, per non parlare dei loro parenti che nel corso dell’assistenza vi accedevano di corsa per essere sempre vicini ai loro cari. Ora con la chiusura del bar dovranno lasciare solo il familiare, uscire dall’ospedale a piedi perché dentro non ci sono stalli di parcheggi a disposizione, andare non si sa dove per comperare le necessità impellenti e tornare. Comodo, no?»

«Tutto questo perché, oltre ad un affitto troppo esoso che la ditta vincitrice non può ottemperare, si è passati dai circa 300 malati giornalieri del 1990 ai circa 180 del 2019. Perdendo 7 reparti tra cui l’oculistica e l’otorinolaringoiatria, si sono persi degenti e posti letto, anche per la perdita di quelli della gastroenterologia nel luglio 2018 e ad oggi non si sa bene se saranno riattivati o meno. Così invece, perdendo i clienti, il bar non poteva reggere. Inoltre ci sta cuore, e molto, anche la sorte delle 3 lavoratrici che ad oggi non sanno se riavranno l’apertura del luogo di lavoro (bar) e se saranno riconfermate nel loro ruolo. Noi su questo aspetto vigileremo attentamente».

A smorzare i toni polemici ci pensa la stessa Asur che – tramite un’asciutta nota stampa – rende noto che la chiusura sarà solo temporanea. «Nei prossimi giorni, a partire dal 18 agosto fino al 2 settembre, il bar dell’ospedale di Senigallia chiuderà temporaneamente la propria attività per il passaggio ad altro operatore economico».