Al Cesano di Senigallia l’ipotesi di un impianto per il trattamento rifiuti

A novembre 2018 è stata presentata l'idea per un'area dove stoccare e trattare i residui delle lavorazioni e i detriti delle mareggiate e spiaggiamenti, ma i cittadini sono preoccupati. Per fare chiarezza l'amministrazione comunale sta organizzando un incontro pubblico

La mappa di via Fiorini, località Cesano di Senigallia, dove sorgerà l'impianto per il trattamento dei rifiuti
La mappa di via Fiorini, località Cesano di Senigallia, dove sorgerà l'impianto per il trattamento dei rifiuti

SENIGALLIA – Sta suscitando molta preoccupazione tra i cittadini senigalliesi il progetto dell’impianto per la gestione di rifiuti urbani e speciali non pericolosi che è stato ipotizzato di realizzare in via Fiorini, località Cesano. Il progetto, pubblicato sul sito della Provincia di Ancona dalla fine del 2018, è stato proposto dalla ditta Eco Demolizioni srl, la stessa che ha l’appalto per la pulizia del litorale senigalliese. E infatti lo scopo dell’impianto sarà principalmente quello di trattare i rifiuti sabbiosi provenienti dalla spiaggia di velluto, per oltre sette mesi all’anno alle prese con numerose mareggiate e spiaggiamenti. Ma non solo.

«La società Eco Demolizioni Srl intende realizzare un nuovo impianto per la gestione di rifiuti nel Comune di Senigallia, località Cesano, dove svolgere le attività di trattamento di sabbie provenienti dall’arenile, oltre ad altre tipologie di trattamento. Le dotazioni di tutela ambientale previste – si legge nella relazione tecnica allegata al progetto definitivo redatto a novembre scorso – garantiranno la mitigazione di tutti gli impatti legati alla realizzazione ed alla gestione dell’impianto. L’area è ben collegata alla viabilità principale e poco densamente popolata evitando così interferenze dovute ad emissioni diffuse, convogliate e di rumore».

Il nuovo impianto sorgerà su una superficie di circa 40mila mq, ampia per poter stoccare e trattare i vari quantitativi di rifiuti, individuata in via Fiorini, tra la rotatoria di strada della Marina (dove termina/inizia la complanare) e la discoteca Mamamia e tra l’autostrada A14 e via Fiorini. Per l’accesso e l’uscita dall’impianto è stata prevista una rotatoria di quasi 40 metri di diametro.
Circa 1.125 mq l’area coperta, suddivisa in due corpi fabbrica: una tettoia di acciaio, destinata a deposito di parte dei rifiuti trattati nell’impianto, aperta su tre lati e chiusa sul quarto sul fronte strada; e una struttura in cemento armato, destinato alla gestione amministrativa dell’attività. Saranno impattanti per circa 6 e 12 metri di altezza.

La mappa dell'impianto per il trattamento dei rifiuti che sorgerà al Cesano di Senigallia
La mappa dell’impianto per il trattamento dei rifiuti che sorgerà al Cesano di Senigallia

Si tratta insomma di un progetto da analizzare attentamente e sul quale si stanno diffondendo voci preoccupate di senigalliesi attenti alla qualità della vita nella zona di residenza. Per l’impianto – che ancora deve ricevere la Via (valutazione di impatto ambientale) di fatto si tratta di uno spostamento da quello attualmente utilizzato e situato a Marzocca, nella frazione a sud della città, più piccolo e con spazi inadeguati.

«L’impianto intende dare una risposta adeguata alle esigenze di recupero di rifiuti a livello sovracomunale. In particolare però intende dare una risposta adeguata alle necessità del Comune di Senigallia di un’attenta ed economica gestione dei rifiuti della pulizia dell’arenile – si legge ancora nella relazione tecnica -. Con la realizzazione di un impianto di maggiori dimensioni sarà possibile recuperare localmente i rifiuti degli eventi di mareggiata, il cui smaltimento in discarica in passato ha comportato un ingente sforzo economico (poi riversatosi nella tari, Nda) da parte dei cittadini senigalliesi. Per poter sostenere l’investimento, la ditta Eco Demolizioni effettuerà il recupero anche di altre tipologie di rifiuti».

E qua si snoda uno dei principali dubbi della popolazione per cui già sembra si sia svolta una prima riunione tra alcuni cittadini del Cesano. Tra gli altri rifiuti vengono citati: rifiuti prodotti dalla lavorazione della pietra, fanghi e rifiuti di perforazione (anche contenenti barite o cloruri), rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione, pitture e vernici di scarto, polveri di scarti di rivestimenti, fanghi di adesivi e sigillanti, rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, rifiuti di cemento, mattoni, mattonelle, ceramiche e saldature, miscele bituminose, ceneri pesanti e scorie, rifiuti urbani non differenziati, residui della pulizia stradale, scarti di corteccia e sughero, segatura, trucioli, legno, sabbia, rocce, plastica e metalli. Insomma, moltissimi materiali inerti, con cumuli fino a 6 metri di altezza.

La lavorazione di questi scarti e delle polveri (fino a 30mila tonnellate l’anno) causerà un aumento della dispersione di polveri sottili e ultrasottili (le cosiddette Pm10 e Pm2,5), mentre per quanto riguarda il traffico medio giornaliero si stima che potranno accedere all’impianto 25 automezzi da trasporto al giorno.
Tra automezzi, pale meccaniche, vagliatore dei rifiuti e frantumatore si prevede che il livello massimo di rumore possa superare di poco i 119 dBA; nella relazione acustica c’è scritto che l’impianto funzionerà esclusivamente durante il periodo diurno ma subito dopo viene riportato in una tabella che sarà operativo per 16 ore. Un lasso di tempo importante se si considera che nelle vicinanze c’è il lotto urbanizzato cosiddetto dell’autocostruzione e dall’altro lato un Bed&Breakfast.

Diversi sono dunque i temi da approfondire – a partire dall’impatto ambientale e acustico fino al tema del risparmio per le casse comunali per il trattamento dei rifiuti (leggi Tari) – per cui molti senigalliesi si stanno già mobilitando. Altre riunioni sono previste nelle prossime serate ma, cosa più importante, anche l’amministrazione comunale sta organizzando un incontro che si terrà probabilmente (data e luogo da confermare) giovedì sera, 5 settembre, alle 21:15 al circolo del Cesano.
«Non ci sarà alcun inceneritore – rassicura il sindaco Maurizio Mangialardi – e lo dico perché sto sentendo diverse voci alcune totalmente infondate sull’impianto che al momento è solo un progetto. Ci è stata chiesta un’area per il trattamento dei rifiuti che si spiaggiano sul nostro litorale e mi è sembrato opportuno pensare a un progetto che farà risparmiare migliaia di euro l’anno che ora finiscono nella tari. Così come mi è sembrato corretto organizzare un incontro per fare chiarezza sul tema: penso sia un’occasione importante per la città e serve conoscere la verità per giudicare».

Per altre informazioni: scarica i documenti dal sito della Provincia di Ancona