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Senigallia

CaterRaduno, il flashmob della Banda Osiris

Carlo Macrì arriverà a Senigallia domani con gli altri componenti della Banda Osiris ormai una colonna della manifestazione. Saranno loro a dare via al flash mob in programma sabato in piazza Garibaldi

La Banda Osiris

SENIGALLIA – Parte oggi il CaterRaduno: alle 18,30, da piazzale dalla Libertà, la prima diretta di “Caterpillar”. Domani alle 6 alla Rotonda a Mare il concerto di Arisa e alle 22 al Foro Annonario il concerto dei Negrita: entrambi saranno trasmessi in diretta su Radio2. Sabato alle 17 sarà la volta della Banda Osiris che per il ventesimo anno parteciperà all’evento con un flash mob in piazza Garibaldi. Alle 22 il gran finale al Foro Annonario con Edoardo Bennato.

La Banda Osiris è ormai un punto fermo del CaterRaduno…
«Si, abbiamo partecipato a tutte le edizioni, venti per l’esattezza. Pensi che anche Massimo Cirri (conduttore di Caterpillar insieme a Filippo Solibello e Marta Zoboli) ne ha saltata una».

Cosa avete preparato per quest’anno?
«Faremo un flash mob sabato in piazza Garibaldi. Per dare seguito ad un nostro progetto riuniremo una decine di bande, tra cui quella “Città di Senigallia”. Insieme faremo dei pezzi, tra cui “Vengo anch’io. No tu no” di Enzo Jannacci e speriamo che il pubblico ci faccia da coro».

Nessuna incursione durante le dirette?
«Arriveremo domani, sicuramente a qualche diretta parteciperemo. Bisogna vedere anche le condizioni di Gianluigi (Carlone) che ha avuto un attacco di labirintite».

Com’è iniziata la collaborazione con Caterpillar?
«Tanti anni fa abbiamo scritto la sigla, che poi è diventata un cult. Da lì sono seguite le varie partecipazioni al Cater, insieme abbiamo compiuto vent’anni, adesso vediamo cosa c’inventiamo per i prossimi venti».

Di venti edizioni, tredici si sono svolte a Senigallia…
«L’amministrazione comunale è sempre molto disponibile con gli organizzatori, con gli ospiti con tutti. Ma sopratutto non è facile trovare un posto dove per vent’anni il pubblico ti segue con lo stesso entusiasmo. A Senigallia succede»