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Senigallia

Castelleone, il palasport diventa centro vaccinale per un giorno: è polemica

Il centrosinistra critica la mancanza di informazioni e il fatto che siano state vaccinate anche persone non anziane. Dal sindaco Manfredi e dal coordinatore dei medici Ripanti la replica: «Polemizzare senza informarsi è vergognoso»

Il centro vaccinale allestito al palazzetto dello sport a Castelleone di Suasa
Il centro vaccinale allestito al palazzetto dello sport a Castelleone di Suasa

CASTELLEONE DI SUASA – È stato allestito e poi smantellato in appena un giorno un centro vaccinale in paese che aveva lo scopo di non sprecare circa 200 dosi di siero Pfizer. L’iniziativa però ha lasciato scontenti alcuni cittadini e l’opposizione consiliare ha colto l’occasione per tornare a parlare di equità di trattamento, soprattutto in un momento così delicato come questo legato alla pandemia. Alla minoranza replica prima il sindaco Carlo Manfredi e poi il responsabile dell’équipe medici “collina” Stefano Ripanti spegnendo ogni tentativo di polemica.

Dal gruppo consiliare Centrosinistra per Castelleone di Suasa è stato reso noto che martedì 13 aprile «presso il palazzetto dello sport stanno facendo delle vaccinazioni per il Covid-19. Alcuni medici di famiglia non hanno avuto nessuna comunicazione in merito. Nessuna informazione in merito da parte delle Istituzioni preposte né oggi, né i giorni scorsi, è stata fornita ai cittadini. Come mai? Chi e come ha deciso chi viene vaccinato? Ci auguriamo che vengano rispettati i criteri e le priorità di somministrazione del vaccino, con particolare riferimento ai soggetti più fragili, che soffrono di particolari e gravi patologie, quelli più a rischio».

La minoranza ha poi rincarato la dose sul centro vaccinale sostenendo che sarebbero state vaccinate persone «anche di età diverse da quelle a rischio», ma «quello che è strano – conclude il capogruppo Domenica Guerra – è che non c’è stata nessuna comunicazione, né informazione da parte delle istituzioni pubbliche che hanno la responsabilità della tutela della salute dei cittadini».

«C’era l’emergenza di usare oltre 150 dosi di vaccino – spiega il sindaco Carlo Manfredi – che poi sarebbero scadute e quindi si sarebbero sprecate. Dai medici è arrivata la richiesta di usare il palasport e noi come amministrazione comunale ci siamo adoperati subito per allestire in quattro e quattr’otto il polo vaccinale. Io non mi permetto di intervenire sui criteri per l’individuazione delle persone da vaccinare perché spetta ai medici, ma mi preme sottolineare che nel giro di poco tempo abbiamo permesso di vaccinare oltre cento persone tra soggetti fragili, familiari e assistenti, fornendo quindi un servizio alla popolazione. Io stesso avrei potuto vaccinarmi in quanto soggetto fragile ma non l’ho nemmeno chiesto: solo per far capire che se ci fossero state preferenze… E invece degli elogi, ecco la reazione della minoranza: una provocazione su Facebook e poi si lamentano pure che nessuno dia loro una risposta».

A spiegare la situazione ci pensa il responsabile dell’équipe medici “collina” Stefano Ripanti. Lunedì scorso, 12 aprile, sono iniziate le operazioni di allestimento del palazzetto dello sport di Castelleone di Suasa per farlo divenire un centro vaccinale: «lo scopo era quello di sfruttare 196 dosi avanzate di siero prima che divenissero inutilizzabili. L’amministrazione comunale si è messa a disposizione dell’équipe di medici “collina” per organizzare il nuovo centro vaccinale: nella serata sono iniziate le operazioni, poi concluse nella mattinata di martedì 13 grazie anche ai volontari della protezione civile».

All’iniziativa hanno aderito 15 su 22 medici dell’équipe: «Ci siamo concentrati – spiega ancora Ripanti – sui soggetti fragili, quelli cioè con patologie come può essere il diabete o un’insufficienza renale, e sui cosiddetti caregiver, e quindi i familiari, assistenti o badanti che prestano cure e attenzione a questi individui deboli o fragili. Noi medici sappiamo quali nostri assistiti hanno patologie o da chi sono seguiti, le varie situazioni familiari, quindi ci siamo occupati di vaccinare circa 120 persone all’interno del palazzetto di Castelleone di Suasa in meno di tre ore, residenti nei comuni della vallata». 

Altre 48 dosi sono servite per alcune persone che sono state vaccinate ad Arcevia, nella rsa, mentre una trentina di dosi sono servite per vaccinare a domicilio altri soggetti residenti a Barbara, Trecastelli, Ostra, Ostra Vetere.

Uno sforzo collettivo che ha visto impegnati per un solo giorno medici, personale ausiliario e volontari, ripagati però dalle critiche che l’opposizione consiliare di Castelleone ha sollevato. «Non si può insinuare che ci fossero persone senza averne diritto – affonda il dottor Ripanti -, soprattutto se non si conoscono come sono andate le cose, né si è fatto una telefonata per verificare la situazione. Abbiamo corso e fatto il possibile per non sprecare le dosi, facendo un servizio di valore e utilità per la popolazione creando un centro vaccinale in poche ore: invece di fare polemiche e strumentalizzazioni politiche, si dovrebbe lavorare insieme e quanto meno ci si dovrebbe informare prima di sparare. Nessuno si è avvantaggiato; dire che i medici non sono stati avvertiti è un’eresia, ma se qualcuno è rimasto fuori è successo non volutamente e solo per il poco tempo avuto per organizzare il servizio dato che le dosi rischiavano di scadere e di dover essere buttate. Si può sempre migliorare e nelle prossime occasioni lo faremo, ma polemizzare senza informarsi è vergognoso».

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