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Senigallia

La vicenda della casa di riposo dà «un’immagine distorta» dell’Opera Pia e della città di Senigallia

Una brutta vicenda che segna negativamente la città e le due realtà coinvolte ma il razzismo non c'entra secondo il presidente della consulta degli immigrati

Mohamed Malih, presidente della Consulta degli immigrati, ha premiato Mario Vichi, durante la festa dei popoli 2017, per il suo impegno nell'integrazione
Mohamed Malih, presidente della Consulta degli immigrati, ha premiato Mario Vichi, durante la festa dei popoli 2017, per il suo impegno nell'integrazione

SENIGALLIA – «Una brutta storia che dà una distorta immagine di Senigallia». Questo il giudizio di Mohamed Malih, presidente della consulta comunale degli immigrati, in merito alla vicenda che ha visto protagonista involontaria la 40enne di origine senegalese Fatima Sy, per la quale non si è tramutata in contratto di lavoro una prova effettuata presso la casa di riposo “Stabilimento Pio” di via Cavallotti.

Una vicenda che, secondo Malih, ha gettato discredito su due realtà: sulla Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti che gestisce la struttura per anziani e sulla cooperativa Progetto Solidarietà che si occupa delle risorse umane al suo interno e in altre strutture simili. E, di conseguenza, dato il clamore nazionale, sulla città intera.

«La Consulta degli Immigrati, inoltre, proprio l’anno scorso (FOTO, nda) aveva premiato Mario Vichi per il suo impegno per l’integrazione. L’Opera Pia, secondo noi, è semmai da indicare come l’esempio più virtuoso che abbiamo a Senigallia, in quanto da sempre impegnata per una fattiva inclusione».

Mario Vichi, fra l’altro, è il principale promotore della Festa dei popoli: è l’iniziativa che ogni anno viene organizzata per favorire la conoscenza tra tutte le persone straniere di nascita ma senigalliesi di adozione. Il suo scopo è quello di stimolare un’inclusione attiva facilitata dall’organizzazione di spettacoli, animazioni ed esibizioni, dalla preparazione di cibo etnico, attraverso il contributo di tutte le comunità straniere presenti a Senigallia.

«Come presidente della Consulta non ho mai taciuto – conclude Malih – quando a mio avviso c’era da rimarcare qualcosa che in qualche modo ledeva i diritti degli immigrati, ma sempre rimanendo entro i limiti di una dialettica costruttiva, ben conscio di come questa città si sia sempre distinta per le buone prassi che ha sempre messo in campo per favorire una serena convivenza tra vecchi e nuovi cittadini».