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Senigallia

Canile sanitario a Senigallia, presente complicato e futuro incerto

Una raccolta firme online e in alcuni negozi per sensibilizzare i cittadini ha raggiunto in 4 giorni 1500 adesioni. L'amministrazione comunale rassicura: «Non chiuderà»

Il canile sanitario a Borgo Bicchia di Senigallia
Il canile sanitario a Borgo Bicchia di Senigallia

SENIGALLIA – Sembra ancora non del tutto certo il futuro del canile sanitario di Senigallia. La struttura di via Arceviese – gestita dall’Asur con il grandissimo lavoro di alcune associazioni cittadine che si occupano anche dei gatti e il supporto del Comune senigalliese – è in questi giorni oggetto di una petizione online e cartacea per evitarne la chiusura.

La raccolta firme per il canile di Senigallia è stata lanciata dall’associazione Cuori Pelosi di Senigallia e dintorni onlus, un gruppo di volontari che si occupa dal 2016 di far conoscere il canile sanitario per agevolare le adozioni, con la collaborazione di altre realtà animaliste locali. «Lo scopo della petizione è quello di sensibilizzare le persone, di Senigallia ma non solo, sulla realtà del canile, da cui l’Asur sembra intenzionata ad allontanarsi – ha dichiarato Francesca Libardi, presidente dell’associazione Cuori Pelosi – La gestione verrebbe lasciata al comune che è anche proprietario dell’area su cui sorge. Ancora non abbiamo ricevuto comunicazioni formali in tal senso, ma ci è già stato anticipato verbalmente più volte. Abbiamo il timore che, in assenza dell’Asur, la struttura possa esser chiusa, facendo finire cani e gatti in quella di Jesi dove sembra che l’Asur stia concentrando le proprie risorse».

Contro l’ipotesi di chiusura del canile sanitario di Senigallia si è schierato il Comune. Tramite l’assessore all’ambiente Enzo Monachesi, accompagnato dal consigliere regionale nonché candidato sindaco Fabrizio Volpini, è stato reso noto alle associazioni animaliste che il canile non chiuderà. Non per il momento almeno, dato che il Comune di Senigallia non avrebbe il benché minimo tempo per riorganizzarsi sulla gestione del canile. Se dovesse essere trasformato da canile sanitario a rifugio per cani e gatti, potrà esserlo nei prossimi mesi ma la soluzione dovrebbe passare prima tramite un bando pubblico per l’affidamento a una ditta o associazione.

Ma la “partita” si complica per la necessità di interventi sulla struttura che sorge però su un’area esondabile (R4) per cui potranno essere svolti solo lavori di adeguamento o miglioramento senza aumentare le cubature. Ecco perché da tempo si sta ragionando sull’eventuale trasloco di cani e gatti in altre aree sempre comunali ma più interne.

Se il futuro dell’attuale canile sanitario è tutt’altro che scritto, il presente è abbastanza complicato: nel frattempo aumentano le firme raccolte dall’associazione Cuori pelosi. Solo on line, sulla piattaforma Change.org , sono arrivate oltre 1500 adesioni ma l’iniziativa viene portata avanti anche in alcuni esercizi commerciali della città. «Non vogliamo scontrarci con nessuno – conclude la presidente Libardi – con questa raccolta firme vogliamo solo informare le persone che c’è una realtà in mutazione e che ci sono rischi di trasferimenti degli animali, che vi siano disagi nell’eventuale passaggio di gestione o carenza di medicinali e cibo. E vogliamo evitarli».

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