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Senigallia

Cani: gli animalisti rinnovano la disponibilità a dare una mano all’allevamento di Trecastelli

Le associazioni Oipa, Enpa, Lav e Lndc Animal Protection lamentano la mancanza di disposizioni per le «procedure di gestione degli animali e dei relativi affidi». Entro il 20 febbraio ulteriori provvedimenti dalle autorità per sbloccare la complessa vicenda

Sequestro all'allevamento di Trecastelli degli 859 cani presenti
Sequestro all'allevamento di Trecastelli degli 859 cani presenti

TRECASTELLI – Una situazione molto grave, complessa e delicata quella relativa all’allevamento di Trecastelli dove sono stati trovati oltre 850 cani di piccola taglia, metà dei quali malati di brucellosi canina. «A un mese dal sequestro giudiziario, denunciano le associazioni Oipa, Enpa, Lav e Lndc Animal Protection, non risultano purtroppo essere state ancora prese misure volte alla tutela del benessere degli animali né attivate le procedure per l’affido a famiglie che, con le dovute cautele, possano prendersene cura».

Con il sequestro, infatti, è stato disposto che i chihuahua, barboncini e maltesi rimanessero nella struttura in custodia ai proprietari, con il rischio però che la diffusione della malattia, trasmissibile anche all’uomo, potesse diffondersi ulteriormente – GUARDA IL VIDEO. Dall’assenza di provvedimenti segnalata dalle associazioni animaliste, le tre realtà di volontariato chiedono di poter intervenire nell’allevamento di Trecastelli e ribadiscono la disponibilità a dare il loro contributo alla soluzione della gravissima vicenda, a cui si è aggiunta la difficoltà anche per sfamare il gran numero di animali.

In realtà, come si legge nell’ordinanza n.1/2021 del Comune di Trecastelli e nelle disposizioni del Ministero della salute, i primi passi sono stati proprio quelli di salvaguardare il benessere animale e umano tramite la separazione dei cani maschi dalle femmine, dei negativi dai positivi alla brucella canis e la sterilizzazione di tutti i positivi nonché dei negativi che non siano destinati alla riproduzione.

Vicenda che si sbloccherà però «solo quando le autorità responsabili – la Procura della Repubblica, la Regione Marche con il Servizio veterinario, il Comune di Trecastelli  e il Ministero della Salute con l’Istituto zooprofilattico sperimentale – decideranno le fondamentali, delicate e formali procedure di gestione degli animali e dei relativi affidi».

Gli affidi riguardano però solo i soggetti sterilizzati e curati, previo assenso espressamente rilasciato volta per volta, dal servizio sanità animale dell’Asur ed in ottemperanza a tutte le prescrizioni impartite dallo stesso servizio, nonché autorizzazioni delle altre autorità competenti in materia. L’ordinanza in vigore cesserà la sua efficacia il 20 febbraio prossimo, data entro la quale verranno adottati altri o nuovi provvedimenti.