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Senigallia

Buoni spesa e privacy: segnalato un supermercato di Senigallia

Il consigliere e avvocato Paradisi ha denunciato in consiglio comunale il comportamento non corretto che si è verificato in un punto vendita sulla spiaggia di velluto. A due giorni di distanza arriva lo stop, intimato dai servizi sociali

SENIGALLIA – Violazione della privacy e illecito trattamento di dati personali e sensibili. Queste sono le accuse che il consigliere di Unione Civica, Roberto Paradisi, aveva mosso nei confronti di un supermercato di Senigallia che tratteneva le fotocopie dei documenti di identità dei clienti che presentavano il buono spesa comunale alimentare per l’emergenza Covid-19.

Un comportamento che alcuni cittadini avevano segnalato all’esponente dell’opposizione senigalliese e che quest’ultimo aveva denunciato lo scorso 27 maggio in consiglio comunale. Immediata la reazione della pubblica amministrazione e altrettanto rapida la risposta della direzione nazionale della catena interessata, la quale ha fatto interrompere al punto di vendita la procedura. Tutte le copie dei documenti d’identità verranno consegnate in busta chiusa al dirigente dei servizi sociali dell’unione dei comuni “Le terre della marca senone” Maurizio Mandolini.

Proprio Mandolini ha comunicato poi a Paradisi l’esito della sua segnalazione di violazione delle norme sulle privacy. Il quale ha commentato che «mai i servizi sociali avevano disposto o consigliato una simile procedura» definendolo «uno spiacevole caso».
«Peraltro i cassieri – prosegue Paradisi, consigliere e avvocato senigalliese – avevano la consegna di non accettare buoni spesa in caso di legittimo rifiuto a consegnare la carta di identità. Un autentico sopruso inaccettabile e finanche lesivo della dignità di chi si recava a fare spesa. Nessun punto vendita ha il diritto di trattenere documenti o archiviare dati personali (peraltro sensibili) dei cittadini che hanno, peraltro, il diritto non solo di presentare reclamo al garante della privacy ma anche – conclude il legale – quello di chiedere la immediata cancellazione di ogni dato personale illecitamente trattenuto».