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Senigallia

Bufera Pd, botta risposta Ceriscioli – Burioni

L'immunologo ha contestato la delega affidata dal presidente della Regione a Talè. Dal suo profilo Facebook ha risposto al governatore che lo ha accusato di diffondere fake news

Luca Ceriscioli

SENIGALLIA- Non si placa la polemica nata sabato sul palco della Leopolda (leggi l’articolo), durante l’intervista dell’ex premier Matteo Renzi all’immunologo di fama mondiale Roberto Burioni. Al centro della discussione, le deleghe alla Sanità rassegnate dal consigliere regionale Fabrizio Volpini e consegnate, a cinque giorni di distanza, a Federico Talè.

«Del professor Burioni – sottolinea Ceriscioli– ho sempre ammirato il rigore scientifico e la qualità delle argomentazioni a difesa della scienza contro la superficialità e la disinformazione. Per questo sono certo che accetterà, da ottimo scienziato qual è, le correzioni che doverosamente vanno fatte alle sue esternazioni di ieri alla Leopolda: la prima è che al consigliere Volpini non è stata tolta nessuna delega perché è stato lui a dimettersi volontariamente e, ribadisco, senza che nessuno glielo chiedesse. La seconda è che il consigliere Talè, che ha preso il suo posto, non è affatto un sostenitore dei No Vax, tutt’altro. Del resto per quale motivo la Regione Marche, che è stata la prima con l’Emilia Romagna a dotarsi di una legge regionale sull’obbligo vaccinale, ancora prima del Decreto Lorenzin, cosa a suo tempo lodata proprio dallo stesso Burioni avrebbe dovuto scegliere improvvisamente un uomo con orientamenti No vax? È un controsenso senza alcuna logica. E infatti che Talè sia antivaccinista è una notizia non vera e, soprattutto, non verificata. Proprio come quelle che il professor Burioni è solito condannare nella sua lodevole missione pro scienza, ma nella quale stavolta è clamorosamente incappato anche lui. Perciò il mio commento può essere solo uno: è assolutamente vero che quando si sbaglia bisogna ammetterlo, come ha chiosato Renzi alla fine del dibattito. Ma a sbagliare – conclude Cerisciolinon è stata la Regione Marche, è stato Burioni, dal quale mi aspetto che, alla luce di come stanno realmente le cose, corregga le sue affermazioni».

A dodici ore di distanza dal suo profilo del social network Facebook il professor Roberto Burioni ha risposto al presidente della regione: «Nell’estate 2017 nelle Marche viene organizzato un festival dove viene invitato a parlare un signore che “Fresco di discutibile radiazione dall’Ordine dei Medici ci parla della controversa utopia del vaccini che, fosse vero, dovrebbero eradicare tutte le malattie dalla faccia della terra”. Avete letto bene. I vaccini sono “una controversa utopia e – se fosse vero – potrebbero addirittura eradicare le malattie dalla faccia della terra”. Il festival, si svolgeva sotto il patrocinio della Regione Marche, della quale è presidente Luca Ceriscioli. Chi entusiasticamente sponsorizza questo festival è il consigliere Federico Talè, che quando io mi arrabbio come una iena per questa bestialità si difende sostenendo testualmente “L’aspetto che ritengo fondamentale è il diritto di garantire la libertà di parola e di pensiero. Un medico radiato non è un delinquente mentre in giro vediamo personaggi di più dubbia reputazione andare a tenere conferenze persino all’Università!”. Lasciando perdere il disappunto dei colleghi dell’Università Politecnica delle Marche dove ho avuto l’onore di insegnare quattro anni, come minimo parliamo di un grave scivolone e una sottovalutazione della pericolosità delle bugie in campo medico».

«Qualche giorno fa si deve riassegnare la delega per la sanità nella regione Marche e a chi la affida il presidente Ceriscoli? Tra i tanti – per punirlo di quella grave sottovalutazione – proprio a Federico Talè – prosegue Burioni –. Questo io dico, questo è vero, Talè si scusa dicendo che non conosceva il programma (ma la Regione Marche non controlla?) e Ceriscioli difende il suo disattento consigliere, accusandomi di diffondere fake news.

Fabrizio Volpini

Mi permetto di fargli notare che io non ho mai definito Ceriscoli o il suo consigliere Talè degli antivaccinisti, ho anche ripetutamente recentemente entusiasticamente commentato le scelte sui vaccini della Regione Marche, ho solo criticato una scelta politica del Presidente Ceriscioli che evidentemente ha ritenuto veniale quanto accaduto, critica che ritengo sia nel mio pieno diritto di cittadino. Però devo ammettere che una cosa sbagliata l’ho detta. Ho affermato che Ceriscioli ha tolto la delega al consigliere Volpini, mentre le cose sono andate diversamente. Cosa sia successo l’ho chiesto direttamente a Volpini che mi ha detto testualmente “…ho ridato indietro una delega farlocca assolutamente inefficace, perché priva di potere decisionale che rimane seldamente nelle mani di Ceriscioli in qualità di assessore alla Sanità e al suo staff. Tutti lo hanno consigliato di non dare questa delega ibrida ad altri, ma come è suo costume ha deciso da solo due ore prima di una riunione politica di tutta la maggioranza dove si sarebbe discutere della cosa…”

Però, qualunque sia la provenienza della delega di Volpini che è arrivata nelle mani di Ceriscioli, Ceriscioli l’ha data al distrattissimo Talè, e ora la sanità marchigiana è delegata a un signore che si fatto sfuggire il patrocinio a un festival dove si parla della “controversa utopia dei vaccini”, e una volta smascherato ha difeso la libertà di parola di chi racconta menzogne che vanificano gli sforzi della stessa sanità marchigiana. Mi pare un pericoloso corto circuito.

Il Professor Burioni
Il Professor Roberto Burioni

Il mio interesse alla questione finisce qui. Non ho mai incontrato né Ceriscioli né Talè, conosco invece (e stimo molto) il Dott. Volpini. Da anni non risiedo e non voto più nelle Marche e le lotte politiche intestine per nulla mi interessano. Saranno i cittadini a giudicare con il loro voto queste decisioni politiche del loro presidente, essendo la scelta di affidare la delega della sanità a chi ritiene che diffondere pericolose bugie che la sanità mettono in pericolo un atto squisitamente politico.

Attenti però. Perché per fare sparire dalla faccia della terra il vaiolo c’è voluta la controversa utopia dei vaccini, se continuate così alle prossime elezioni voi sparite da soli».