Centro Pagina - cronaca e attualità

Senigallia

Senigallia, bufera per l'”ironia fuori luogo” sull’orientamento sessuale di un candidato FdI

Attacco frontale da parte di Fratelli d'Italia: «Immagino soltanto cosa sarebbe accaduto, se fosse successo lo stesso episodio, a parti invertite». Moncachesi: «Ecco i manipolatori sciacalli politici per eccellenza»

Massimo Bello
Massimo Bello

SENIGALLIA – Non si placa il botta e risposta tra Massimo Bello (Fratelli d’Italia), candidato al consiglio comunale senigalliese, e l’attuale assessore Enzo Monachesi, che avrebbe appellato con frasi fuori luogo Antonio De Vitto, anche’esso candidato nelle file di Fratelli d’Italia.

Monachesi avrebbe commentato su Facebook la sua scesa in campo con la frase: «Io ti ho sposato mente La Russa e la Meloni ti gridavano recchione», questo il commento oggetto della polemica.

Il post sui social di Monachesi
Il post sui social di Monachesi

«Intervengo soltanto per esprimere la mia piena solidarietà – scrive Bello – all’amico Antonio De Vitto, che conosco da sempre e con cui c’è una profonda e vera amicizia da decenni. Un amico, che ha deciso di candidarsi nelle fila di Fratelli d’Italia alle prossime ed imminenti elezioni comunali di Senigallia. Antonio è sempre stato di destra, non lo ha mai tenuto nascosto. Lo ricordo, insieme a me, in Alleanza Nazionale. In una città, nella quale è davvero difficile essere di destra, considerata la presenza di una sinistra culturalmente invadente e di potere».

«L’ironia del tutto sgradevole su Facebook, di cui Tony è stato vittima, porta la firma – scrive l’esponente del partito di Giorgia Meloni Massimo Bello – dell’attuale assessore della giunta Mangialardi, al secolo Enzo Monachesi, candidato a sostegno di Volpini e del centrosinistra, che lo ha “ridicolizzato per il suo orientamento sessuale”. Un commento non solo fastidioso ed esecrabile, ma anche colmo di vile ed ingenerosa ipocrisia. Davvero di cattivo gusto»

E conclude: «Ovviamente, da sinistra, alcun messaggio di solidarietà per De Vitto, neppure dallo stesso assessore. Tanto meno alcuna condanna dell’episodio da parte di quanti, a sinistra, si fregiano dell’arcobaleno, quale simbolo di pace e di solidarietà! Immagino soltanto cosa sarebbe accaduto, se fosse successo lo stesso episodio, a parti invertite!».

Al riguardo è intervenuto anche Andrea Cesanelli di + Europa + Senigallia: «Fa piacere vedere che un esponente di destra, sia pure solo locale, si prodighi a difendere un omosessuale da quello che viene percepito come un attacco di genere; ci piace pensare che i costumi e le idee di questo nostro Paese sono così progrediti che anche le formazioni politiche, diciamo più conservatrici, sembrano trovare nel rispetto e nella tolleranza un valore condiviso e condivisibile. Noi di +Senigallia, espressione locale di +Europa, non possiamo che associarci nella stigmatizzazione di qualunque attacco fatto ad una persona solo per il suo orientamento sessuale. Le nostre origini ci portano, per Dna politico, a difendere senza dubbi o esitazioni i membri di qualunque minoranza quando essi vengono attaccati solo e soltanto per essere appunto membri di una minoranza e nient’altro. De Vitto come Bello sono per noi, come per Monachesi, degli avversari politici ma se attaccati saranno, saranno attaccati intorno alle loro capacità o non capacità politiche, amministrative, comunicative. Ma se è vero che l’uscita di Monachesi è stata discutibile, è anche vero che viene il sospetto che abbia stimolato una reazione più che altro perché tocca un tasto delicato e fragile ovvero il rapporto tra l’ideologia di Fratelli d’Italia e la considerazione che in esso si fa dei diritti delle minoranze»

Enzo Monachesi
Enzo Monachesi

«Ma quale ironia – ha respinto al mittente le accuse l’assessore Monachesi -; ecco i manipolatori sciacalli politici per eccellenza… Sì, lo ripeto con convinzione: quando io lottavo per i diritti della comunità gay tutta i rappresentanti di questo partito non solo erano contrari a qualsiasi legge a favore di nuovi diritti per la comunità omosessuale ma apostrofavano in maniera becera l’attuale candidato. Rimane nel mio cuore l’emozione grande di quel giorno speciale in cui io e il sindaco Mangialardi con grande felicità e orgoglio celebrammo il primo matrimonio tra due uomini innamorati».