Biogas a Casine di Ostra, incontro pubblico per fare il punto sulla situazione

L'area dove sorgerà l'impianto che tratterà la frazione organica è stata alluvionata più volte, l'ultima nel 2014. Nonostante ciò si lavora per rendere il rischio esondazione accettabile e non per fermare l'iter

L'area Zipa a Casine di Ostra allagata nel maggio 2014 per l'esondazione del Nevola
L'area Zipa a Casine di Ostra allagata nel maggio 2014 per l'esondazione del Nevola

OSTRA – Continua a far discutere l’iter di autorizzazione per l’impianto a biogas derivante dai rifiuti organici che sorgerà a Casine di Ostra, in un’area alluvionata più volte, l’ultima nel 2014. Tanti i cittadini in apprensione per informare i quali è stato organizzato un incontro che si terrà stasera, venerdì 15 giugno, alle ore 21 presso il circolo Acli Falco di Casine di Ostra.

L’iniziativa, promossa dal Comitato Tutela Ambiente e Salute Valli Misa e Nevola, vuole fare chiarezza sull’impianto di biogas da forsu (= frazione organica del rifiuto solido urbano, il cosiddetto “umido”) che è stato progettato all’area Zipa di Casine di Ostra.

L’incontro servirà a fare il punto sul progetto: rappresentanti del comitato illustreranno ai cittadini la situazione in merito al rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) in favore del progetto, nonostante le criticità idrogeologiche palesate nell’area dopo l’alluvione del 2014; verranno esposti i motivi del ricorso al Tar promosso contro questa autorizzazione.

L'area industriale Zipa a Casine di Ostra che nel maggio 2014 venne allagata da oltre 1,5 metri di acqua e fango. Nel riquadro il terreno dove dovrebbe sorgere la centrale biogas
L’area industriale Zipa a Casine di Ostra che nel maggio 2014 venne allagata da oltre 1,5 metri di acqua e fango. Nel riquadro il terreno dove dovrebbe sorgere la centrale biogas

Ma non solo: verrà illustrato lo studio di mitigazione del rischio idrogeologico approvato per la zona Zipa dal Comune di Ostra; si cercherà di capire chi sarà il nuovo soggetto titolare dell’impianto.

La riunione servirà – oltre a informare la cittadinanza – anche per stabilire le prossime azioni da adottare per scongiurare il rischio della realizzazione dell’impianto in una zona che si è palesata alluvionata e per cui si sta lavorando nell’ottica di ridurre il rischio idrogeologico e renderlo accettabile.