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Senigallia

Belvedere Ostrense, “Potere al Popolo” critica l’amministrazione: «dà spazio ai fascisti». Replica D’Ambrosio: «ridicolo parlare di fascisti oggi»

La presenza a Belvedere Ostrense degli attivisti di Casapound è stata criticata ma pronta è stata la replica del Comune tramite il consigliere D'Ambrosio

Belvedere Ostrense

BELVEDERE OSTRENSE– È un botta e risposta acceso quello tra il nuovo soggetto politico di Senigallia “Potere al Popolo” e l’amministrazione comunale di Belvedere. Tema: la presenza di Casapound in città, episodio che la formazione senigalliese ha condannato fermamente. La critica verteva infatti sulla disponibilità del Comune a concedere alla retorica fascista spazi pubblici. Critica a cui ha risposto da Belvedere il consigliere comunale di Belvedere Ostrense, D’Ambrosio, che replica additando come negativo proprio l’atteggiamento “liberticida” di Potere al Popolo.

Ma andiamo per ordine.
Il primo intervento è proprio dei senigalliesi che hanno spiegato in una nota stampa diffusa nei giorni scorsi come il concedere spazio a chiunque si richiami all’ideologia fascista non sia un fatto isolato; per esempio anche a Senigallia è stato permesso di posizionare un banchetto lungo corso II Giugno lo scorso aprile 2017. Non un fatto isolato, date anche le comparse in tv, ma comunque da condannare perché contrario a quanto previsto dalla Costituzione e perché veicolo di messaggi xenofobi e razzisti, «insomma i soliti messaggi di odio e paura che alimentano la guerra tra poveri».

«Casapound è oggi una delle organizzazioni di destra più pericolose, come ci dimostrano i loro legami stretti con la malavita organizzata (ricordate Ostia e la vicenda Spada?) e le tante aggressioni a immigrati e compagni antifascisti – ricordano gli esponenti di Potere al Popolo -. La crescita di Casapound avvenuta negli ultimi anni è figlia della risposta reazionaria di massa alimentata dalla crisi liberista. Le politiche antipopolari portate avanti dal Pd negli ultimi 20 anni sono l’humus nel quale hanno attecchito le organizzazioni fasciste, razziste, xenofobe e nazionaliste. Essere antifascisti oggi è quindi anche e soprattutto questo: combattere le politiche di austerità, le privatizzazioni, la deregolamentazione del mercato del lavoro e la distruzione della sanità e dell’istruzione pubblica, nella consapevolezza che proprio queste politiche favoriscono oggi l’avanzata delle destre estreme».

Francesco D'Ambrosio
Francesco D’Ambrosio

Pronta la replica del consigliere comunale di Belvedere Ostrense Francesco D’Ambrosio (in foto) che risponde alle accuse di Potere al popolo di Senigallia contro l’amministrazione comunale. «Non è stato concesso alcuno spazio pubblico: ho dato la mia disponibilità ad autenticare le firme necessarie alla presentazione delle candidature in occasione delle prossime elezioni politiche di tutti gli schieramenti politici che ne avessero fatto richiesta. A Belvedere l’unico gruppo politico che finora ne ha fatto richiesta è stato Casapound. Non spetta a me dare alcun giudizio sulla “pericolosità” dell’organizzazione ma spetta alla magistratura. Ad oggi Casapound è un’associazione politica che opera in modo del tutto legittimo». Un atto dunque per il quale il consigliere non si sente assolutamente in errore.

Ma il consigliere D’Ambrosio si spinge oltre: «voglio rassicurare i miei concittadini, comunicando la mia distanza politica da tale organizzazione. Il mio modo d’agire è ben diverso. Il mio atto, oltre a essere dovuto, è un atto di libertà, proprio in nome di antichi valori liberali e democratici. Ma parlare oggi, nel 2018, a 73 anni dalla caduta in Italia del fascismo e dalla sua totale sconfitta, di fascisti è molto improprio se non ridicolo ed insignificante. È un po’ come aver paura dei cesaricidi (ovvero coloro che uccisero Cesare) che sono morti più di mille anni fa, o essere guelfi o ghibellini, certi termini possiamo ormai ben lasciarli alla storia! Spero che nelle prossime elezioni gli italiani sappiano ben collocare sia Potere al popolo che Casapound fuori dal Parlamento in nome di quella libertà ancor oggi in alcune parti del mondo negata ma ciò non toglie che un consigliere comunale non può e non deve, sempre in nome della suddetta libertà, negare l’autenticazione delle firme sia a Potere al popolo che a Casapound»!