Senigallia Bene Comune attacca: «Disatteso da anni il Piano Strutturale del Verde»

La lista di opposizione sottolinea il mancato rispetto delle previsioni ambientali, a otto anni dall'approvazione del Psv e questo perché non vi è l'obbligo di farlo

Verde urbano: il parco alla Cesanella di Senigallia
Verde urbano: il parco alla Cesanella di Senigallia

SENIGALLIA – La notizia che il sindaco Mangialardi ha partecipato ai lavori del World Forum on Urban Forest e che la città sia divenuta modello internazionale per la gestione del verde urbano ha fatto sorridere i componenti della lista civica Senigallia Bene Comune. Al centro della questione c’è infatti il rispetto del Piano Strutturale del Verde di cui la spiaggia di velluto si è dotata nel gennaio 2010.

«Città come New York o Melbourne guarderebbero a Senigallia come modello da imitare! – ironizza Giorgio Sartini, capogruppo della lista Sbc – Ora cerchiamo di rimanere con i piedi per terra e di ragionare sui fatti reali, altrimenti si rischia di fare la figuraccia che abbiamo fatto nel 2010 con il premio Fiume Sicuro dato a Senigallia che, secondo gli organizzatori del premio, si era distinta “per la delocalizzazione, i piani d’emergenza, l’informazione, l’esercitazione e l’urbanizzazione delle aree a rischio”. Se non ci fossero stati dei morti ci sarebbe di che ridere di un premio simile e di chi lo ha attribuito».

Il Piano Strutturale del Verde di Senigallia è nato nel 2010 per volontà dall’allora assessore all’urbanistica Ceresoni che si è basato sugli studi di esperti dell’Università di Bologna. La domanda è: viene rispettato il Piano Strutturale del verde? In piccola parte sì e in gran parte no secondo Sartini & Co. Rispettato quando vengono sostituite piante non adatte al contesto dove erano inserite, prevedendo altre essenze o specie al loro posto; non rispettato quando si abbattono alberi senza piantarne altri. Il Psv è stato rispettato – continua Sartini – dotandosi del nuovo regolamento del verde urbano (arrivato otto anni dopo), ma non quando la popolazione non viene interessata nelle scelte o, se coinvolta, non viene ascoltata.

E ancora: il piano è stato rispettato quando sono sorti i boschi urbani alla Cesanella (in foto) e alle Saline? Secondo la lista Sbc no, perché sarebbero dovuti sorgere dei grandi parchi come compensazione ambientale per la terza corsia dell’autostrada A14, mentre ad oggi ci sono solo dei filari di alberelli che impiegheranno decine di anni per raggiungere lo stato sufficiente a compensare davvero le emissioni aumentate da subito con il traffico autostradale aggiuntivo.

«Ma allora sorge una seconda domanda – concludono -: come è possibile disattendere in maniera sistematica il Piano strutturale del verde? Semplice! Il Piano non ha carattere vincolante. Stiamo perdendo occasione dopo occasione per realizzare il bel progetto previsto nel Piano del verde, che ormai è chiaro rimarrà il nostro libro dei sogni».