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Senigallia

Rilievi Mef, Senigallia Bene Comune attacca Mangialardi

«La risposta degli ispettori alle controdeduzioni fornite non è rassicurante come vuole far credere il sindaco»

Il municipio del Comune di Senigallia visto da via Maierini
Il municipio di Senigallia visto da via Maierini

SENIGALLIA – È un botta e risposta acceso quello tra il sindaco Maurizio Mangialardi e il consigliere della lista civica Senigallia Bene Comune Giorgio Sartini. Tema, ancora una volta, sono i rilievi mossi nel 2016 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze al Comune di Senigallia, a cui son seguite prima la risposta dell’amministrazione comunale e poi la lettera di chiusura del procedimento da parte dello stesso Mef che ha determinato l’archiviazione di 12 punti su 18 contestati.

Il primo intervento è stato quello del sindaco: sia in Commissione consiliare, sia in conferenza stampa, Mangialardi ha esaltato il risultato come soddisfacente additando inoltre l’opposizione consiliare come colpevole del clima avvelenato in questi mesi in città.

«Come sempre mistificazione e incompetenza vanno a braccetto. A dimostrarlo una volta di più è l’epilogo che ha concluso l’ormai nota ispezione svolta dal ministero dell’Economia e delle Finanze sull’attività amministrativa del Comune di Senigallia. Dopo due anni e mezzo di calunnie, chi si aspettava chissà quali illeciti potessero emergere da cui trarre vantaggio, è rimasto a bocca asciutta. Infatti, nella lettera che il ministero dell’Economia e delle Finanze ha fatto pervenire all’Amministrazione in risposta alle nostre controdeduzioni, ben 12 rilievi su 18 sono stati considerati dal ministero stesso definitivamente chiusi, ritenendo esaurienti le risposte elaborate dall’Amministrazione comunale, ampiamente motivate rispetto alle scelte compiute».

Non si è fatta attendere la risposta della lista Senigallia Bene Comune: attraverso una nota stampa il capogruppo Sartini ha voluto rimarcare invece come la risposta del Mef alle controdeduzioni del Comune sia «molto poco edificante e rassicurante, a differenza di quanto vorrebbe farci credere il sindaco pro-tempore». Gli ispettori hanno sottolineato che in alcuni casi “i chiarimenti forniti dall’Ente confermano le irregolarità riscontrate“, mentre fornisce degli esempi chiarificatori per le altre presunte irregolarità su cui c’è disaccordo nell’interpretare le norme. Dagli incarichi dirigenziali prorogati alla mancata pubblicazione del previsto avviso, dalle mancate percentuali previste alle carenze nel processo di valutazione ai fini della retribuzione di risultato, dalla tardiva definizione degli obiettivi al disallineamento rispetto al ciclo di gestione della performance: questi alcuni dei punti deboli dell’operato amministrativo finito al centro dell’ispezione del Mef nella primavera 2016. E ancora: dall’assenza di un’attività di progettazione fino alla non corretta interpretazione delle norme (alcune in continuo mutamento a onor del vero) per cui il Mef rimanda all’autorevole apprezzamento della Corte dei Conti.

Insomma un quadro con tutt’altri colori quello dipinto dalla lista Senigallia Bene Comune che interpreta la comunicazione del Ministero datata 6 dicembre. E per chiudere il botta e risposta, Sbc cita l’avviso che il Mef fa agli amministratori e cioè di regolarizzare tempestivamente la gestione giudicata irregolare per evitare ”ulteriori danni ascrivibili ai funzionari dell’Ente verificato, responsabili dell’omesso o ritardato intervento“. «A pagare ovviamente son sempre i cittadini, visto che in diverse situazioni, anche recenti, questa amministrazione comunale ha scaricato (vedi l’aumento T.A.R.I. nel 2017) sulle loro tasche aumenti che potevano esser addebitati ad altri soggetti».