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Senigallia

Dopo l’atto vandalico, riparte l’azienda agricola “Cantine del Cardinale” di Serra de’ Conti

Iniziati i lavori per ripiantare gli alberelli di visciola, i titolari mostrano grande entusiasmo. Tante attestazioni di solidarietà: la vicinanza, oltre che sui social, si concretizza in una raccolta fondi

Ripartono le Cantine del Cardinale

SERRA DE’ CONTI – Prova a ripartire l’azienda agricola “Cantine del Cardinale” che lo scorso 27 gennaio era stato al centro di un grave danneggiamento su cui stanno indagando i carabinieri di Jesi. Circa un mese fa, infatti, erano state tagliate brutalmente oltre 200 piante di visciole che vengono sfruttate per produrre il noto vino di visciola. 

Ripartono le Cantine del Cardinale

Dopo lo choc per la piantagione capitozzata fin dalla base e le numerosissime attestazioni di solidarietà e vicinanza, dall’azienda si sono rimboccati le maniche: senza sosta si sono rimessi subito in moto con una raccolta fondi per poter avviare subito la piantumazione. «Siamo al 10% quasi della nostra campagna crowdfunding bit.ly/CantineDelCardinale e manca ancora un bel po’… ma non demordiamo!» scrivono sui social i titolari Luca e Giselle Cardinali.

L’obiettivo è importante, 150 mila euro, di cui finora ne sono stati donati circa 14 mila che hanno permesso di lavorare il terreno situato sulla strada provinciale tra Montecarotto e Serra de’ Conti. «Stiamo iniziando la nostra grande battaglia al male che ci ha colpiti, grazie a voi! Intanto, abbiamo iniziato a ripiantumare il terreno con alcuni alberelli! E’ solo un primo passo, ma siamo troppo carichi e troppo pieni di energia per fermarci ora» affermano con forza Luca e Giselle.

Ripartono le Cantine del Cardinale

«Siamo lavoratori e amiamo la terra, poter immergerci le mani dentro per accompagnare le radici dei nostri alberi, per noi, è come accarezzare un figliolo quando lo metti a dormire nella culla. Noi continueremo a sporcarci felicemente le mani con il nostro lavoro, voi continuate a supportarci in questa sfida contro il peggior male della storia: l’ignoranza!».