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Senigallia

L’Asur riorganizza i servizi alla sede distrettuale di Corinaldo: scia di critiche

Il Comune: «Disservizio per la comunità di Corinaldo, ma dobbiamo fare il possibile». Critico il Comitato cittadino senigalliese: «Confermati i dubbi sulla fattibilità in sicurezza dell’operazione sanitaria attuata dall’Asur»

La rsa di Corinaldo
La rsa di Corinaldo

CORINALDO – Inizia oggi, lunedì 7 febbraio, la riorganizzazione delle attività alla sede distrettuale Asur del paese, al cui primo piano è stata allestita la rsa covid-19 di tutta la provincia di Ancona. Una decisione che, seppur supportata dal Comune, ha lasciato una scia di critiche.

L’Asur stessa, dopo aver avviato dal 10 gennaio scorso la riconversione di uno dei due moduli – il B – della struttura per ospitare i pazienti positivi al covid-19, aveva rassicurato che erano state «definite tutte le azioni organizzative, procedurali, logistiche e assistenziali, con il personale operante nella struttura» per assicurare la separazione degli ingressi, delle attività e dei percorsi sporco-pulito. 

Dunque non si sarebbe fermata l’attività ambulatoriale, né per quanto riguarda il centro prelievi né quella del cup. Invece ora, a un mese dall’avvio, arriva la nuova riorganizzazione pensata in relazione alla «necessità di migliorare ed ottimizzare gli ingressi», come affermato da Alessandro Marini, direttore del Distretto di Senigallia. Da oggi le attività presenti presso la sede distrettuale di Corinaldo (piano terra) verranno temporaneamente convogliate presso la sede distrettuale di Ostra Vetere, in via Leopardi. Almeno fino a fine marzo 2022, termine per ora previsto dello stato di emergenza legato alla pandemia.

A Ostra Vetere saranno garantiti l’apertura del cup, front office e anagrafe, dal martedì al sabato dalle ore 7.30 alle ore 13.00; il centro prelievi nei giorni di martedì – mercoledì – giovedì – venerdì – sabato; l’ambulatorio infermieristico di lunedì – martedì – mercoledì – giovedì – venerdì – sabato; le visite cardiologiche (quelle del 1-3-5 lunedì del mese verranno effettuate nella sede di Ostra Vetere al primo piano); le visite dermatologiche (del 2-4-5 mercoledì del mese saranno effettuate al primo piano della sede di Ostra Vetere); mentre il ritiro delle miscele nutrizionali dovranno essere accordate presso la segreteria delle cure domiciliari telefonando al numero 071/79093209.

Rimarranno nella sede di Corinaldo, sempre presso la palazzina accanto alla Rsa, le seguenti prestazioni di medicina specialistica con gli stessi orari e modalità di accesso: oculistica (martedì e sabato); neurologia (2-5 mercoledì del mese); ostetricia (mercoledì); fisiatria (giovedì).

La scelta organizzativa ha lasciato spazio alle critiche. Il Comune di Corinaldo ha cercato di spiegare che nonostante rappresenti «per la comunità di Corinaldo un probabile disservizio di cui come Amministrazione Comunale siamo assolutamente consapevoli. Ma siamo altrettanto convinti che mai come in questo difficile momento, epocale dal punto di vista sanitario, non possiamo che fare tutto il possibile per mettere nelle migliori condizioni possibili gli operatori sanitari per svolgere il loro lavoro: salvare vite umane. Siamo certi che Corinaldo e i suoi cittadini comprenderanno come tale situazione temporanea, seppur non a vantaggio della collettività, rappresenta uno sforzo dettato dalla contingenza e dalla coscienza collettiva di mettersi a disposizione per un obiettivo più grande: la salute dei più deboli».

Più critico invece il Comitato cittadino per la difesa dell’ospedale di Senigallia: «Eravamo e siamo a conoscenza delle criticità che presentava e presenta la struttura, quella più importante da superare era ed è sicuramente di avere un percorso sporco/pulito distinto per pazienti, operatori e cittadini che accedono alla Rsa per prenotare visite ed esami, anche ambulatoriali, tramite il cup».

«Questa decisione convalida purtroppo tutti i dubbi da noi presentati sin dalle prime battute sulla fattibilità in sicurezza dell’operazione sanitaria attuata dall’Asur». Lo stesso comitato si chiede poi se l’ultima decisione, quella in merito ai percorsi sporco/pulito, garantisca in maniera agevole e sicura la salute dei lavoratori: «È stata presa in considerazione la sicurezza dei lavoratori? Non avendo due accessi e due uscite da adibire a percorso sporco/pulito ad oggi i lavoratori per avere un tragitto dedicato devono uscire a fine turno, bagnati di sudore e fare un pò di strada su un “terrazzo completamente scoperto”, con vento, pioggia o neve, per andare a rivestirsi nel locale dedicato. Qualora fosse cosi non credo sia accettabile questa (dis)organizzazione e si chiede che venga cambiata per la tutela della salute dei lavoratori. Non possono essere degli eroi a parole e poi non dare loro le garanzie minime di sicurezza con i fatti».