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Senigallia

Arcevia, premio Pettirosso a Gino Strada

Il riconoscimento speciale nell'ambito del festival Animavì è dedicato a coloro che inseguono i sogni fino a farli diventare realtà: a riceverlo è stato il fondatore di Emergency. Il sindaco Andrea Bomprezzi, «Ripartire per costruire una nuova immagine dell’Italia, che ritorni alla sua antica umanità»

Gino Strada, fondatore di Emergency, al teatro Misa di Arcevia per ritirare il premio Pettirosso, ideato dagli organizzatori del festival Animavì
Gino Strada, fondatore di Emergency, al teatro Misa di Arcevia per ritirare il premio Pettirosso, ideato dagli organizzatori del festival Animavì

ARCEVIA – Serata importante quella che ha visto Gino Strada nel paese dei nove castelli. A portarlo nelle Marche e in tour per la città è stata la consegna del premio Pettirosso, che il medico fondatore di Emergency ha ricevuto sabato 19 gennaio nell’ambito di Animavì, cinema d’animazione e arte poetica, diretto da Simone Massi.

L’evento, che doveva svolgersi lo scorso 22 settembre per la terza edizione del Festival, si è tenuto al teatro Misa di Arcevia per esaltare le persone che seguono i propri sogni fino a farli divenire realtà. Il premio Pettirosso, realizzato dall’artista pergolese Walter Valentini e affiancato al premio “artistico” del festival Bronzo Dorato, vuole essere proprio questo: un riconoscimento dedicato a chi nella propria vita ha inseguito il suo grande sogno carico di ideali fino a renderlo possibile.

Dopo la proiezione di Open Heart – il film documentario di Kief Davidson sulla storia di otto bambini ruandesi che lasciano le loro famiglie per dirigersi in Sudan, alla ricerca di un centro di cardiochirurgia ad alto rischio situato a Khartoum, costruito e gestito proprio da Emergency – l’attrice Valentina Carnelutti ha intervistato Gino Strada.

Decine di anni nelle zone di guerra non hanno fatto venire meno quella sua voglia di fare: sia perché gli scenari di guerra sono complessi, sia perché la società è in continua mutazione. Oggi, di fronte a tematiche come le migrazioni, Gino Strada ha dichiarato come ci sia il bisogno e il dovere di accogliere i migranti che fuggono da situazioni drammatiche.

Proprio ad Arcevia c’è un esperimento di integrazione tra migranti e comunità: come ricordato dal sindaco di Arcevia, Andrea Bomprezzi, è «proverbiale l’ospitalità e l’accoglienza della città montana offerta nel tempo agli sfollati della seconda guerra mondiale, ai bosniaci degli anni ‘90, ai migranti che fuggono dalla fame e dalle guerre e persecuzioni di questi anni. Non è un caso che Gino Strada sia stato premiato in uno dei comuni delle aree interne appenniniche: qui ancora si possono sviluppare progetti alternativi, di comunità, in silenzio e con grande determinazione. Da qui bisogna ripartire per costruire una nuova immagine dell’Italia, che ritorni alla sua antica umanità, figlia delle radici contadine, terra di solidarietà e di integrazione».