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Senigallia

Antifascismo, approvata la mozione a Senigallia. Anpi amareggiata per voti contrari e astenuti: «Non si può rimanere indifferenti»

Dei 27 che siedono nel consiglio comunale, soltanto 15 hanno votato a favore dell'atto che vuole ribadire i valori costituzionali

ANPI di Senigallia: il presidente Leonardo Giacomini
ANPI di Senigallia: il presidente Leonardo Giacomini

SENIGALLIA – L’approvazione in consiglio comunale della mozione sull’antifascismo non soddisfa completamente la sezione locale dell’Anpi. L’atto volto a riaffermare i valori della Costituzione Repubblicana contro ogni manifestazione e movimento di ispirazione nazista e fascista ed ogni forma di discriminazione personale e sociale è stato infatti approvato con i soli voti della maggioranza consiliare più quello di Riccardo Mandolini (Movimento 5 Stelle).

Se si tolgono dal conteggio gli assenti al voto Mangialardi e Santarelli (Partito Democratico), Da Ros (Lega Nord), Canestrari (Forza Italia) e Perini (Progetto in Comune), oltre a Mohammad Shafiual Alam e Maksim Becka, i due consiglieri stranieri aggiunti; se si tolgono i due voti contrari di Paradisi e Rebecchini (Unione Civica) e gli astenuti (Palma, Martinangeli del M5S, Sartini di Senigallia Bene Comune), ecco che l’atto sull’antifascismo rischia di perdere forza, come spiega il presidente della sezione di Senigallia dell’associazione nazionale partigiani italiani, Leonardo Giacomini.

Oltre a ringraziare il sindaco e il consiglio comunale, in modo particolare i consiglieri proponenti, l’Anpi prende atto del voto contrario del consigliere Luigi Rebecchini, «dal quale non ci si aspettava un pronunciamento sfavorevole», a maggior ragione dato il suo trascorso come rappresentante di Rifondazione Comunista.

Ma l’esultanza per l’affermazione della mozione sull’antifascismo è anche in parte fermata dall’«amarezza per quei consiglieri che si sono astenuti, che hanno perso una grande occasione per contrastare coloro che vorrebbero prefigurare un futuro in cui fossero dimenticati, cancellati, i valori ed i principi sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dalla Costituzione».

Giacomini prova a contestualizzare le dinamiche sociali in atto in questi anni, quando spesso la paura e il disorientamento sono generate da crescenti difficoltà economiche causate dalla crisi. A ciò si aggiunge poi una cattiva informazione da parte di chi diffonde certi sentimenti per il solo tornaconto politico ed elettorale. La poca sicurezza percepita si trasforma poi in linguaggi e comportamenti ispirati all’esclusione, alla intolleranza ed alla violenza.

«Non si può restare indifferenti né astenersi di fronte agli atti dei gruppi estremisti di destra che “si divertono” a insultare e picchiare il barbone che dorme sulla panchina, l’immigrato, l’omosessuale, il giovane identificato come antifascista. Non si può restare indifferenti né astenersi – conclude Leonardo Giacomini, presidente ANPI Senigallia – di fronte alla pretesa di avere campo libero, avanzata da forze che si richiamano a pagine talmente dolorose, buie e antidemocratiche, presenti nella storia del nostro Paese».