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Senigallia

Rimossi i rifiuti speciali abbandonati a Caudino di Arcevia

Grazie alla collaborazione tra cittadini, carabinieri forestali e amministrazione comunale, individuati e smaltiti correttamente i materiali che un'azienda aveva gettato tra la vegetazione: rischia super multa e procedimento penale

L'attività di Carabinieri forestali, cittadini e Comune ha permesso il recupero dei rifiuti speciali pericolosi abbandonati a Caudino di Arcevia
L'attività di Carabinieri forestali, cittadini e Comune ha permesso il recupero dei rifiuti speciali pericolosi abbandonati a Caudino di Arcevia

ARCEVIA – Da domenica 10 aprile erano giunte le prime segnalazioni circa la presenza di numerosi sacchi pieni di rifiuti nelle vicinanze del castello di Caudino. Ieri, dopo la messa in sicurezza e le indagini dei Carabinieri Forestali di Arcevia, sono stati rimossi circa 500 kg di materiali. Una buona notizia per il paese, diffusa dal sindaco stesso Dario Perticaroli.

Tutto è iniziato con le segnalazioni da parte di alcuni cittadini al comando dei forestali relative alla presenza di alcuni sacchi neri abbandonati in una zona scoscesa. Erano stati gettati in un punto di difficile individuazione, tanto che sembra fossero lì da alcune settimane. Al loro interno vi erano contenuti rifiuti speciali pericolosi di derivazione industriale, come stracci, guanti, vestiario e dpi contaminati da oli, solventi e sostanze chimiche. Rifiuti che le aziende sono obbligate a smaltire secondo procedure ben definite, pena importanti sanzioni amministrative o persino denunce penali.

Le indagini del comando dei Carabinieri Forestali di Arcevia, guidato dal maresciallo Paolo Scarponi, hanno permesso in pochi giorni di accertare la provenienza di tali rifiuti, esaminati uno ad uno. I materiali hanno portato verso un’azienda della provincia di Pesaro Urbino. Una realtà solitamente corretta nello smaltimento dei rifiuti, fanno sapere i militari secondo cui potrebbe trattarsi della condotta illecita di un singolo delegato allo smaltimento.

Questi avrebbe preferito la scorciatoia all’iter previsto, non pensando però al rischio ambientale e alle possibili conseguenze penali. Per il reato di abbandono rifiuti speciali pericolosi ora l’azienda rischia una sanzione amministrativa che può variare da 2.600 a 26.000 euro, come previsto dal Testo Unico Ambientale (d.lgs. n. 152/2006), e un procedimento penale. L’azienda si è subito messa a disposizione dei militari arceviesi per gli accertamenti.

Allo stesso modo hanno dato la propria disponibilità a dare una mano, con spirito civico e ambientalista, anche alcuni abitanti di Caudino per riportare su verso la strada principale i rifiuti sparsi lungo la scarpata e finiti nel fosso. Tra questi anche un frigorifero. Rifiuti che col tempo si sarebbero degradati creando un serio danno ambientale, che al momento sembra scongiurato. Una volta messi in sicurezza nei pressi della via, sono passati mezzi e uomini del Comune di Arcevia per la rimozione definitiva e il successivo smaltimento che verrà addebitato all’azienda responsabile dell’abbandono illecito di rifiuti.

«Tutto si è concluso positivamente – ha affermato il sindaco Dario Perticaroli – in quanto i rifiuti sono stati rimossi e grazie all’indagine esperite dai Carabinieri Forestali di Arcevia sono stati individuati i colpevoli; a quest’ultimi spetta, giustamente anche l’onere dello smaltimento, che altrimenti sarebbe stato a carico delle casse comunali. Un ringraziamento a nome mio personale e di tutta l’amministrazione va ai cittadini che volontariamente hanno recuperato i rifiuti, ai Carabinieri Forestali di Arcevia per l’individuazione dei colpevoli e agli operai comunali che si sono adoperati per il trasporto».