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Senigallia

Alluvione Senigallia, definite le parti civili anche a L’Aquila

Dopo l’improcedibilità del tribunale di Ancona il fascicolo è slittato in Abruzzo dove oggi si è tenuta l’udienza preliminare. Ammessi danneggiati e parenti delle vittime. Comune, Regione e Provincia chiamati a rispondere per la responsabilità civile

Le strade di Senigallia invase da acqua e fango durante l'alluvione del 3 maggio 2014
Le strade di Senigallia invase da acqua e fango durante l'alluvione del 3 maggio 2014

L’AQUILA – Il primo dicembre dello scorso anno c’era stato l’ennesimo colpo di scena per il processo sull’alluvione di Senigallia. Sembrava partisse, dopo il rinvio a giudizio degli otto imputati, tra i quali due ex sindaci, Maurizio Mangialardi e Luana Angeloni, ma arrivò la doccia gelata: slittò tutto al tribunale de L’Aquila dove si è ripartiti dall’udienza preliminare. Non più imputati ma ancora tutti indagati.

Questa mattina, dopo l’invio degli atti al tribunale abruzzese (quello anconetano ad apertura del processo era stato dichiarato incompatibile perché tra i danneggiati figurava un giudice del tribunale di Ancona) sono state riammesse le costituzioni di parte civile (quasi 400) e quelle per la responsabilità civile. Per le prime, per lo più dell’associazione Unione Consumatori rappresentata dall’avvocato Corrado Canafoglia, si tratta di danneggiati e parenti delle quattro vittime che il 3 maggio del 2014 persero la vita per l’esondazione del fiume Misa, e figura anche il Comune di Senigallia. Lo stesso ente è stato ammesso anche come responsabile civile (sarà chiamato a rispondere in solido, in caso si arrivi ad un processo e si arrivi ad una condanna, al pari degli imputati) insieme a Provincia, Regione, ministero dell’Interno e presidenza del consiglio dei ministri per il dipartimento della Protezione Civile. A L’Aquila non si è ancora proceduto con il rinvio a giudizio di nessuno degli otto indagati. Oltre ai due ex sindaci della città rischiano di finire a processo  il comandante dei vigili urbani Flavio Brunaccioni, Gianni Roccato dell’ufficio tecnico del Comune, l’ex dirigente della Provincia Massimo Sbriscia, il presidente dell’Autorità di bacino Mario Smargiasso, l’ingegnere Alessandro Mancinelli, consulente del Comune e Libero Principi, funzionario Lavori Pubblici della Regione. 

Un processo destinato a partire con i reati tutti prescritti eccetto quello di inondazione colposa. Prossima udienza il 2 marzo 2022.