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Senigallia

Alluvione, il Comune di Senigallia sarà parte civile

La giunta ha preso la decisione di avvalersi dell'avvocato interno Amaranto in caso si vada a processo per l'evento del 3 maggio 2014 che causò morti e danni

L'alluvione di Senigallia del 3 maggio 2014
L'alluvione di Senigallia del 3 maggio 2014

SENIGALLIA – Tra le parti civili dell’eventuale processo per l’alluvione di Senigallia del 2014 ci sarà anche il Comune stesso. In quanto parte lesa dagli accadimenti del 3 maggio di quattro anni fa, la giunta comunale ha deliberato martedì 30 ottobre di autorizzare il vicesindaco Maurizio Memè a costituire il Comune di Senigallia parte civile.

La notizia è trapelata ieri durante il consiglio comunale cittadino dove a una precisa interrogazione a risposta orale del consigliere di Senigallia Bene Comune Giorgio Sartini ha risposto, in assenza del vicesindaco Memé l’assessore alla trasparenza Chantal Bomprezzi.

Tra gli otto indagati che potrebbero finire a processo c’è anche l’attuale sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi. Una decisione quindi ancora più difficile ma «doverosa», come spiegato dall’assessore Bomprezzi.

«La giunta comunale ha deliberato – ha affermato l’assessore Bomprezzi – di costituirsi parte civile, abbiamo provveduto a ratificare la decisione ieri mattina con l’atto di giunta n. 209 del 30 ottobre 2018 e sarà resa pubblica celermente, nei tempi consoni agli uffici comunali. Abbiamo ritenuto inoltre di avvalerci dell’avvocato interno, Laura Amaranto, ma, essendo infortunata, dovremo attendere la data del 5 novembre prossimo per capire se potrà fare rientro al lavoro oppure se dovremo scegliere un avvocato esterno. Comunque la linea è quella di costituirsi parte civile perché il Comune di Senigallia è parte offesa».

Una data forse troppo a ridosso dell’udienza preliminare che si terrà il 12 novembre prossimo: in quell’occasione si saprà infatti se il gup opterà per il rinvio a giudizio degli indagati, come chiesto dalla Procura della Repubblica, dopo l’evento alluvionale del 3 maggio 2014 che causò tre morti (due decessi per cause indirettamente legate all’alluvione) e oltre 170 milioni di euro di danni. Tra questi, anche diversi milioni, una dozzina, per i beni e gli edifici pubblici.