Alberi abbattuti, parcheggi a pagamento: ancora polemiche a Senigallia

Manca in città un piano del verde e ciò determinerebbe scelte poco lungimiranti da parte dell'amministrazione comunale, secondo i politici Davide Da Ros e Marcello Liverani

La pineta a Senigallia oggetto di polemiche

SENIGALLIA – Dopo le parole del sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, dopo l’intervento de La Città Futura, dei Giovani Democratici e della Confcommercio, ecco che anche Lega Nord e Fratelli d’Italia vogliono dire la loro in merito all’abbattimento di piante e alberi a fianco della stazione ferroviaria, quella piccola pineta che ha lasciato posto a un’area parcheggio per residenti e turisti.

Uno dei punti salienti della critica mossa dalle due formazioni politiche all’amministrazione comunale si basa sul contenuto della relazione che l’agronomo Alberto Minelli ha redatto a fine 2015: «nel testo – spiegano Marcello Liverani (Fratelli d’Italia – AN) e Davide Da Ros (Lega Nord) – l’agronomo prende in considerazione il progetto dell’ente comunale di realizzare posti auto nell’area di viale Bonopera e ritiene opportuno abbattere la totalità delle piante. Poi “consiglia” l’amministrazione sul cosa fare dell’area liberata dagli alberi. Questa relazione è una vera e propria stortura e lascia il tempo che trova».

L’altra critica riguarda poi la smentita che il sindaco stesso fece nel marzo 2016 dopo le polemiche per il rischio che gli alberi tra viale Bonopera e via Poerio venissero abbattuti: “Non è all’ordine del giorno” scrisse il primo cittadino. Gli fece eco l’assessore Enzo Monachesi, il quale rincarò la dose con “Le solite bufale che ci vediamo costretti ancora una volta a smentire”. «Il Sig. Sindaco può spiegarci – si chiedono Da Ros e Liverani – che cosa è cambiato dal 9 marzo 2016 al 5 settembre 2017 visto che ha operato contraddicendo le sue stesse parole? E l’assessore Monachesi ci può confermare anche oggi che erano le solite bufale quelle che paventammo allor?».

Oltre alla questione politica, che nei giorni scorsi ha tenuto banco e tuttora è al centro della polemica, ci sono poi le considerazioni sugli aspetti sociali e ambientali. Da un lato la pericolosità della condizione di alcune piante ha determinato la scelta dell’abbattimento, dall’altra bisogna ammettere che l’area versava in una situazione di degrado. Ma anche qui Liverani e Da Ros partono all’attacco: «Di chi è la colpa se oggi quell’area era in degrado? Forse che qualcuno non ha svolto il proprio lavoro come invece avrebbe dovuto e ha permesso il degrado?».

Sull’aspetto ambientale, il fatto che alcune piante fossero malate e soggette a crolli è stata la goccia per far traboccare il vaso e far dichiarare all’amministrazione che pini e lecci andavano abbattuti. Per calmierare gli effetti dell’abbattimento di quasi 70 alberi, il Comune di Senigallia ha previsto la messa a dimora di oltre 300 nuove piante, che saranno allocate in aree ritenute idonee. «Il problema è che queste aree non sono quelle del centro storico, da cui – albero dopo albero – si sta eliminando tutto il verde. Anche se la compensazione ambientale avviene, è nell’area esterna al centro storico – fanno presente i due esponenti politici – e con nuove piante piccole e giovani che non assicurano il ricambio di ossigeno che era garantito prima».

L'area verde del Bosco delle Saline a Senigallia
L’area verde del Bosco delle Saline a Senigallia

A tutto ciò si aggiunge la situazione dei boschi cittadini, dove Fratelli d’Italia e Lega Nord hanno effettuato dei sopralluoghi testimoniando che degrado e incuria sono presenti un po’ ovunque. «A questo punto è lecito pensare che anche questa piantumazione farà la fine delle oltre 4.000 piante che dicono di aver messo alla Cesenella, nel Bosco di Topolino e nel Bosco delle Saline: in queste tre aree gli alberi o non sono mai cresciuti, oppure si sono seccati e sono morti. A questo punto il sindaco dovrebbe darci una giustificazione del degrado ambientale in cui versano gli spazi verdi di Senigallia, ma la verità è che, come sempre, a Senigallia si parla di verde senza avere un piano del verde, si parla di traffico senza avere un piano del traffico, si parla di parcheggi senza avere un piano parcheggi, si parla di urbanistica senza avere un piano regolatore serio, si parla di sicurezza del fiume senza avere un piano di sicurezza adeguato. Stiamo forse sbagliando? L’abbattimento della pineta serve solo per fare cassa visto che tutti i posti auto saranno a pagamento».