Alberi abbattuti nell’area ospedaliera di Senigallia, il Gsa chiede delucidazioni

L’iniziativa segue l’annuncio che l’Asur Marche ha fatto in merito al cantiere itinerante nelle vie circostanti il “Principe di Piemonte” e la conseguente ordinanza per la viabilità emessa dal Comune

Ospedale di Senigallia
Ospedale di Senigallia

SENIGALLIA – La notizia generica dell’abbattimento di alcuni pini radicati nell’area ospedaliera ha sollecitato l’intervento del Gruppo Società e Ambiente. I componenti del Gsa hanno infatti scritto una lettera al direttore dell’Area Vasta 2 dell’ASUR Marche Maurizio Bevilacqua per sapere con precisione quanti e quali alberi saranno abbattuti, quale la perizia che ha consigliato tale scelta e quando saranno piantate nuove essenze arboree.

L’iniziativa segue l’annuncio che l’Asur Marche ha fatto in merito al cantiere itinerante nelle vie circostanti l’ospedale “Principe di Piemonte” di Senigallia e la conseguente ordinanza per la viabilità emessa dal Comune.

Non si conoscono però tante informazioni sui lavori che dureranno fino al 27 giugno modificando per alcuni momenti la viabilità cittadina. Così il Gsa ha scritto a Bevilacqua – e per conoscenza anche al sindaco Mangialardi – per avere le notizie mancanti, in particolare su «quanti e quali siano gli alberi destinati all’abbattimento, quale perizia li ha giudicati necessariamente da tagliare, quando e come sia prevista la loro sostituzione con altri alberi».

«Gli alberi pericolanti devono essere oggetto di particolare attenzione – scrivono dal Gsa – e non ne escludiamo l’eventuale abbattimento. Non va dimenticato, però, il ruolo protettivo degli alberi in ambito urbano e ancor più, in un’area ospedaliera, per l’ossigenazione dell’aria, per la mitigazione della temperatura, per l’effetto attutente della rumorosità, per l’ombreggiamento delle zone di transito, per l’effetto rilassante infine che produce la sua visione».

Concetti che, secondo l’associazione ambientalista, dovrebbero essere alla base di ogni intervento urbanistico, soprattutto in ottica futura: se il primo passo è mantenere e curare il patrimonio arboreo ereditato, il secondo è quello di rinnovarlo quando non si può agire in altra maniera.