Alberi abbattuti, lettera a sindaco e assessori per un’assemblea pubblica

Sulla gestione del verde urbano i cittadini di Senigallia chiedono un cambio di rotta e un'assemblea per definire un percorso condiviso

L'ex area verde a fianco della stazione ferroviaria: un parcheggio al posto degli alberi
L'ex area verde a fianco della stazione ferroviaria: un parcheggio al posto degli alberi

SENIGALLIA – La gestione del verde urbano, l’abbattimento di alcuni alberi e in generale la trasformazione della città sono i temi che hanno spinto alcuni cittadini di Senigallia a costituirsi nella neonata Rete cittadina Difesa Alberi, confluita poi nel preesistente Gruppo Società e Ambiente. A far traboccare il vaso è stato l’abbattimento degli alberi che sorgevano a ridosso della stazione ferroviaria di Senigallia, in viale Bonopera, episodio che secondo i componenti della Rete doveva essere gestito in maniera più trasparente e con più coinvolgimento della città, anche a fronte della petizione presentata.

In una lettera aperta indirizzata al sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi e alla giunta comunale, i componenti della Rete cittadina Difesa Alberi presentano una prima serie di iniziative e chiedono la condivisione di un percorso strategico sul verde urbano attraverso la convocazione di un’assemblea pubblica. Assemblea dove la giunta potrà esporre chiaramente il Piano del verde alla cittadinanza, confrontarsi con essa e disporre l’immediata sospensione degli abbattimenti di alberi e piante fino alla definizione di una “nuova” gestione partecipata del verde pubblico.

Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera:

“Gentili sig. sindaco, sig.ri assessori e sig.ri consiglieri comunali,
in seguito al recente e discusso abbattimento dei 68 alberi che sorgevano a ridosso della stazione ferroviaria, in viale Bonopera, e ad analoghi e diffusi provvedimenti, come il successivo taglio dei pini in via Buozzi, la Rete Cittadina Difesa Alberi – Associazione GSA Gruppo Società e Ambiente, Senigallia chiede la convocazione – entro trenta giorni da questa comunicazione – di un’assemblea pubblica affinché la giunta possa esporre chiaramente il Piano del verde alla cittadinanza e confrontarsi con essa, in maniera trasparente, circa la gestione del patrimonio arboreo della città. Chiediamo inoltre l’immediata sospensione degli abbattimenti delle piante fino alla definizione di un percorso condiviso sulla gestione del verde pubblico.

Come sostenuto dalla stessa amministrazione comunale di Senigallia, infatti, piante e alberi all’interno del contesto urbano svolgono funzioni essenziali e insostituibili: sono i nostri principali alleati nella riduzione della quantità di CO2 presente nell’atmosfera e dunque nella lotta ai cambiamenti climatici, riducono la temperatura grazie all’ombra che forniscono e all’evapotraspirazione, consolidano il suolo contrastandone l’erosione e favorendo l’assorbimento delle precipitazioni. Gli alberi non sono dunque un mero orpello estetico, da tagliare e/o ripiantare altrove a seconda della convenienza, ma svolgono un ruolo cruciale nel benessere della cittadinanza. L’abbattimento degli alberi mette a rischio in particolare le fasce più deboli della popolazione, come bambini e anziani.

In virtù di tale importanza riteniamo che i cittadini debbano essere maggiormente coinvolti ed informati riguardo alla gestione del verde urbano. Il grande successo riscosso dalla petizione lanciata sulla piattaforma Change.org contro l’abbattimento della pineta della stazione, firmata da oltre 1.650 persone e che ha raccolto 1.500 firme in soli sei giorni (dal 29 settembre al 4 ottobre 2017), testimonia chiaramente il crescente interesse della cittadinanza, locale e anche di altre città, nei confronti delle tematiche ambientali che, è ormai pacifico, non possono più essere slegate da quelle sociali.
Premettiamo che le occasioni in cui gli alberi vengono piantati e non abbattuti, riscontrano di certo la nostra approvazione, quindi abbiamo accolto favorevolmente la recente piantumazione a Senigallia di 35 giovani tigli. Ci è sembrato un buon passo verso quella concordanza di intenti che si dovrebbe creare tra la cittadinanza e i propri amministratori e che, anche a seguito della “affollata” petizione già citata, sembrava essersi avviata.
Va tuttavia ricordato che è la legge stessa a prevedere proprio la piantumazione di un albero per ognuno abbattuto e che quindi la messa a dimora di quei 35 tigli e degli altri alberi previsti nel prossimo biennio è comunque un atto dovuto.

Vale inoltre la pena riflettere sul fatto che le giovani piante non hanno la stessa capacità degli alberi con diversi decenni di vita di generare ossigeno, assorbire anidride carbonica, offrire ombra ai cittadini e riparo e sostentamento alla piccola fauna. Continuare a sacrificare gli alberi e la salute dei cittadini per realizzare, ad esempio, parcheggi ci sembra una decisione anacronistica, in aperto contrasto con le politiche di mobilità sostenibile adottate da un numero sempre maggiore di città e che ci auguriamo possibili anche per Senigallia.

Siamo certi che le nostre richieste verranno accolte e che presto si presenterà l’occasione di poter trattare pubblicamente questi importanti temi senza inutili preconcetti, ma con sincera reciproca apertura mentale e pratica. Siamo convinti che la gestione di un patrimonio come quello arboreo, cui siamo tutti indissolubilmente legati, debba essere collettiva e che, pur nel rispetto dei ruoli, la volontà della comunità debba essere rispettata.

Lorenzo Amato,
rappresentante Rete Cittadina Difesa Alberi – Associazione GSA
Gruppo Società e Ambiente, Senigallia”.