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Senigallia

Aggressione sul lungomare di Senigallia, serrate indagini della polizia

Esclusi al momento motivi legati alla criminalità organizzata: «un episodio a sé stante» secondo il vicequestore aggiunto Agostino Maurizio Licari. La giovane ha subito un intervento chirurgico a Torrette di Ancona

I controlli stradali della polizia a Senigallia
La Polizia di Senigallia

SENIGALLIA – C’è apprensione in città per l’aggressione avvenuta in pieno giorno sul lungomare Mameli di Senigallia, ma «è un episodio a sé stante» spiega la polizia che sta svolgendo serrate indagini per risalire alla persona o alle persone responsabili della violenza. Intanto versa in prognosi riservata la giovane donna, vittima dell’aggressione.

I fatti si sono svolti sul lungomare nord di Senigallia: la 35enne – di nazionalità georgiana, ospite di alcune due connazionali – si trovava da sola mercoledì mattina (28 ottobre) quando è stata raggiunta da un uomo. Dopo alcuni momenti di lite, quest’ultimo ha iniziato a picchiarla violentemente, senza armi. Calci e pugni fino a farla cadere a terra.

Si è fermato solo quando, consapevole di essere stato visto, si è dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce e lasciando la giovane a terra con gravi ferite. A osservare la scena, da lontano, c’era almeno un testimone che ha allertato il commissariato di Polizia. La 35enne è stata soccorsa dai sanitari del 118 che hanno disposto immediatamente il trasporto all’ospedale di Torrette: qui ha subito un intervento chirurgico per alcune lesioni agli organi interni. Attualmente è in prognosi riservata.

«Al momento sono in corso tutti gli accertamenti del caso – spiega il vicequestore aggiunto Agostino Maurizio Licari, dirigente del commissariato senigalliese – per risalire all’aggressore e capire se vi fossero altre persone coinvolte. Stiamo cercando di ricostruire l’ambito in cui si è svolta l’aggressione, che rimane comunque un episodio a sé stante e non fa pensare che fatti analoghi possano ripetersi». 

Escluse insomma situazioni più critiche dal punto di vista dell’ordine pubblico e della sicurezza, anche per via del passato della 35enne: la giovane non ha infatti precedenti, lavorava come badante e sembra essere lontana da giri di spaccio o prostituzione. La violenta lite sarebbe dunque da ricondursi a motivi privati su cui solo la vittima – con cui non è stato per ovvi motivi possibile parlare – potrà far luce, appena si sarà ripresa.