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Senigallia

Accoglienza, orientamento, consulenze: a Senigallia c’è lo sportello stranieri

Dalla collaborazione tra Caritas e Unione dei Comuni nasce un'opportunità non solo per richiedenti asilo o per rifugiati ma per qualsiasi persona di nazionalità non italiana

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SENIGALLIA – Dal permesso di soggiorno alla domanda di asilo, dalle consulenze legali ai corsi di lingua italiana. C’è tutto dentro lo “Sportello stranieri”, l’ultima iniziativa in termini di tempo nata dalla collaborazione tra la fondazione Caritas e l’Unione dei Comuni Le Terre della Marca Senone.

«Il progetto – spiega il direttore della Caritas Giovanni Bomprezzi – nasce dalle indicazioni contenute nel bando del progetto Sai (Sistema Accoglienza e Integrazione), l’ex Siproimi, e si rivolge a tutti gli stranieri dei territori di Senigallia, Trecastelli, Corinaldo, Ostra e Serra de’ Conti. Vuole essere un primo punto di accoglienza in grado di indicare alla persona straniera come muoversi per esercitare i propri diritti: rappresenterà quindi un punto di riferimento per tutti gli stranieri del territorio, non solo per richiedenti asilo o per rifugiati ma per qualsiasi persona di nazionalità non italiana».

Tante e diverse le questioni su cui verranno garantite informazioni e consulenze grazie allo sportello stranieri: si va dai diritti e doveri in tema di cittadinanza ai permessi di soggiorno, dai visti di ingresso ai ricongiungimenti familiari, dalle domande di asilo ai corsi di lingua italiana. Le consulenze verranno offerte da legali esperti del tema, dello studio legale associato Galli-Paolinelli-Reginelli. Per accedere allo sportello sarà obbligatorio prenotare il proprio appuntamento telefonando al numero 0717989035

«Si tratta di un’opportunità molto interessante e fattiva – conclude Bomprezzi – che mira a un’integrazione profonda e radicata e all’inclusione sociale degli stranieri che vivono nel nostro territorio».

Il progetto dello sportello stranieri è partner del progetto Sipla (Sistema di protezione integrato per i lavoratori agricoli), cofinanziato con risorse provenienti dal fondo Fami: si potrà quindi garantire agli utenti anche un supporto e una forma di orientamento in relazione all’emersione dello sfruttamento lavorativo in ambito agricolo. Un tema, quello del caporalato, su cui anche la città di Senigallia si è dovuta svegliare, dopo la vicenda portata alla luce la scorsa primavera dagli agenti del commissariato e della squadra mobile di Senigallia.