A “Mi Manda Rai 3” si parla di malasanità

L'avvocato Roberto Paradisi è stato ospite del programma insieme alla figlia di Dina Curzi, a quasi nove anni di distanza dalla morte della donna. Nel mirino l'Ospedale di Senigallia dove la donna si era recata inizialmente e dove è stata sottoposta ad una risonanza magnetica

ospedale Senigallia
Ospedale Senigallia

SENIGALLIA- Ieri mattina, mercoledì 24 maggio, nel programma televisivo, si è parlato di una 78enne senigalliese morta nove anni fa dopo un lungo calvario. In studio, il legale della famiglia, l’avvocato Roberto Paradisi e Delia, la figlia della vittima. I fatti risalgono al 7 agosto del 2008, quando Dina Curzi si recò al Pronto Soccorso: da giorni accusava malessere generale. I medici le diagnosticarono un’infezione alle vie urinarie, mentre passò del tutto inosservato un ascesso mascellare. Dopo quattro giorni, l’11 agosto 2008, alla 78enne viene diagnosticata una meningite batterica e viene portata d’urgenza all’Ospedale di Macerata. Dopo giorni di agonia l’anziana viene dichiarata fuori pericolo, ma tetraplegica. Poi viene ricoverata presso la RSA di Ostra Vetere. A distanza di tre mesi, il 27 novembre, l’anziana è stata sottoposta ad una risonanza magnetica. «La donna è caduta mentre era in custodia all’Asur Marche ed ha riportato un trauma cranico, una costola rotta ed un versamento – denuncia l’avvocato Paradisi – La cartella clinica su questo punto è omissiva, ma questo è quanto risulta dal diario assistenziale compilato dall’infermiera dell’RSA che appunta che la donna resta al Pronto Soccorso in osservazione a seguito di una caduta durante la risonanza magnetica. I medici lavorano sotto organico, ma c’è un documento chiaro e l’Asur querela di falso per il documento prodotto da essa stessa, il diario assistenziale».

Dina Curzi è deceduta il 27 dicembre del 2008. La donna aveva lavorato in Argentina, un passato difficile. In studio non era presente nessuno a rappresentare l’Asur, mentre il legale della famiglia e la figlia della vittima, hanno dato la loro versione. Ora si preannuncia un lunghissimo processo per chiarire quanto accaduto all’anziana, dopo l’arrivo in ospedale per sottoporsi alla risonanza magnetica. Un giallo già risolto secondo Paradisi da quanto riportato nell’agenda assistenziale che denuncerebbe la caduta della 78 enne. «In un fisico già provato, il trauma cranico è stato fatale – conclude Paradisi – Questo è quanto riscontrato anche da una perizia CTU disposta dal giudice»

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