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Pesaro

Varotti: «Dicembre è il mese dei consumi, con il Dpcm a rischio la sopravvivenza delle imprese»

Il direttore Confcommercio Pesaro Urbino parla di una norma «scellerata e inapplicabile che crea concorrenza sleale. Il Governo non conosce il mondo economico»

Amerigo Varotti, direttore Confcommercio

PESARO – Per ristoratori e commercianti il 20% del fatturato annuo si fa nel mese di dicembre. Ma il nuovo Dpcm mette a rischio i consumi. È il pensiero di Amerigo Varotti, direttore Confcommercio.

«Notiamo tanta confusione e inapplicabilità del Dpcm, pensiamo ai negozi che devono stare chiusi nei festivi e prefestivi se sono in un centro commerciale o in una aggregazione mentre altri negozi non inseriti in gallerie all’estero possono stare aperti creando di fatto concorrenza sleale. E poi alcuni comuni possono averli identificati come galleria, altri come centro commerciale, altri come media struttura. Ci saranno delle divergenze che non rendono applicabile il decreto».

A pesare saranno i divieti di spostamenti in alcuni periodi. «Un Dpcm pieno di restrizioni per il periodo natalizio. Dicembre nel mondo della ristorazione e pubblici esercizi rappresenta il 20% del fatturato annuale, così si mette a rischio la sopravvivenza delle imprese. Bisogna non conoscere la realtà dell’Italia. Pensiamo a un piccolo comune con un ristorante importante che ha già avuto prenotazioni per il pranzo di Natale o Santo Stefano. Con il divieto di spostamento tra i comuni, il ristorante può dare da mangiare solo ai residenti. Una norma quindi scellerata che va a colpire il settore che più di altri ha rispettato le norme. I ristoratori non sono untori, ma vengono confinati all’angolo. I danni economici saranno rilevantissimi e siamo molto preoccupati per le prossime settimane».

Un cenno anche al passaggio delle Marche da zona arancione a zona gialla. «Siamo arrabbiati e delusi per chi come noi ha creduto nella necessità di rispettare le regole e adeguarsi. Ci aspettavamo rispetto da parte del Governo. Il decreto che stabiliva le Marche in zona arancione scadeva il 29 novembre, poi prorogato il 3 dicembre. Ma così non è stato. Il Governo non conosce il mondo delle imprese, ci vogliono tempistiche e modelli organizzativi per aprire un bar, un ristorante: occorre fare degli acquisti di materie prime e bisogna saperlo per tempo. È stata una vigliaccata».

Quanto al cashback e alla lotteria degli scontrini il direttore Confcommercio Varotti chiude: «La lotteria è più semplice e immediata con premi consistenti e codici facili da gestire. Il cashback funziona con lo Spid e l’app Io, sembra davvero macchinoso e tanti clienti rinunceranno».