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Pesaro

Urbino, sei docenti universitari firmano l’appello no-pass. Il rettore: «Non posso obbligarli»

Sono 300 le firme contro il green pass a livello nazionale. Il rettore Calcagnini: «Sono scelte individuali, non ho visto i nomi»

Giorgio Calcagnini (foto tratta dalla pagina Facebook dell'Università)

URBINO – Sono sei i docenti e ricercatori di Urbino tra i 300 che hanno firmato l’appello contro il green pass nelle Università italiane. Due di loro tengono corsi di post-produzione all’Isia, Fabio Lupparelli e Marianna Santoni, altri tre sono ricercatori dell’Università di Urbino, Marco Massimo Dorati docente di Lingua e Letteratura Greca, Rosalba Rombaldoni, professoressa di Scienza delle Finanze e Manolo Farci, titolare del corso di Sociologia dei processi culturali del dipartimento di scienze della comunicazione. C’è anche un professore associato di Letteratura italiana contemporanea, Salvatore Ritrovato, tra la schiera di coloro che sostengono che questo provvedimento sia in contrasto con l’art. 32 della Costituzione italiana. È quanto riporta il Ducato di Urbino.

Nell’appello si afferma che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge e che la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». Viene citato anche il Regolamento UE 953/2021 a sostegno della causa “no green pass”, nel quale si afferma che “è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono state vaccinate” per diversi motivi o “che hanno scelto di non essere vaccinate”.

Dal 1 settembre le Università italiane sono aperte e per accedere è necessario esibire il documento che attesta l’avvenuta vaccinazione contro il Coronavirus o il tampone negativo. È contro questo decreto legge del 5 agosto 2021 varato Consiglio dei Ministri che si scaglia la petizione firmata da più di 300 docenti e ricercatori italiani, tra cui il nome che spicca è quello di Alessandro Barbero.

Nel documento, reperibile sul sito nogreenpassdocenti.wordpress.com, nell’appello si denuncia che “la tessera verde suddivide la società italiana in cittadini di serie A, che continuano a godere dei propri diritti, e cittadini di serie B, che vedono invece compressi quei diritti fondamentali garantiti loro dalla Costituzione (eguaglianza, libertà personale, lavoro, studio, libertà di associazione, libertà di circolazione, libertà di opinione)”.

«Sono persone adulte e immagino siano in grado di fare le proprie scelte – commenta il rettore dell’Università di Urbino Giorgio Calcagnini – Non ho guardato la lista dei nomi ma queste sono scelte individuali. Io mi sono vaccinato, e dal mio punto di vista è la scelta migliore, ma non ho nessun strumento d’obbligo per spingere un collega o un dipendente d’Ateneo a farlo».

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